SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolta, nella giornata del 29 giugno la prima serata organizzata da Piceno d’Autore, dedicata ai finalisti del premio strega. Alla palazzina azzurra Eraldo Affinati (“L’uomo del futuro”), Elena Stancanelli (“La femmina nuda”), e Giordano Meacci (“Il cinghiale che uccise Liberty Valance”) hanno conversato con Stefano Petrocchi delle proprie pubblicazioni, in un percorso conoscitivo partito dalla copertina per esaurirsi su temi che hanno esulato le opere in sé.

“L’uomo del futuro” di Affinati è un percorso alla ricerca delle tracce di don Lorenzo Milani, nel tentativo di “raccoglierne il testimone pedagogico” in un mondo dove “i figli dei migranti hanno sostituito i figli di periferia, affetti dagli stessi problemi”, scardinando la logica retributiva del sapere.

“La femmina nuda” della Stancanelli è un libro che parla di “disamore in senso temporale”, la fine di un rapporto che – declinato in modo distopico – finisce per fagocitare ogni aspetto della vita di Anna, una protagonista dal nome “che può essere di tutti” che tenterà la risalita verso l’indipendenza personale, prima che affettiva.

“Il cinghiale che uccise Liberty Valance” di Meacci, è un “western umbro-toscano”; si narra la storia di un cinghiale che – fulminato da un’improvvisa consapevolezza, di sé stesso e degli altri – si ritrova impossibilitato a spiegarsi pienamente con i suoi simili, e incapace di farsi capire dagli umani. “Il cuore vero del linguaggio viene percepito solo dal cinghiale, ma nessuno può capire lui”.

La serata si è conclusa con un confronto tra il pubblico e gli invitati, che hanno avuto modo di spiegare meglio le intenzioni delle proprie opere.

Il prossimo appuntamento è il 12 luglio alle 21.30, presso il circolo letterario sambenedettese, con l’anteprima del filone di incontri “L’uomo, il divino e il sacro”. Presente Massimo Cacciari.

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