ANCONA – Frutta sempre in tavola per 3 marchigiani su 4, come antidoto al grande caldo e per rinvigorire l’organismo e reintegrare acqua e sali minerali. Ad affermarlo è la Coldiretti Marche in occasione del Pesca Day, l’iniziativa promossa nei mercati di Campagna Amica di Pesaro e Fermo per promuovere il consumo di un tipo di prodotto importante per la salute dei cittadini, con particolare riguardo per anziani e bambini.

A Pesaro i produttori hanno proposto una degustazione gratuita di Pesche di Montelabbate, mentre nel farmers market di Fermo spazio all’offerta di un chilo di Pesche della Valdaso a 50 centesimi. Un’occasione per assaggiare le eccellenze della nostra regione in un territorio dove il 75 per cento dei cittadini mangia almeno una porzione di frutta tutti i giorni, tanto più considerando che il raccolto di quest’anno dovrebbe ammontare sui 120mila quintali, il 15 per cento in meno rispetto all’annata precedente, coltivati su poco più di 800 ettari. Se i produttori sono riusciti a mantenere salva la qualità, le ripetute ondate di maltempo hanno compromesso parte del raccolto già nella fase della fioritura.

La situazione peggiore si è registrata nelle province di Ascoli Piceno e Fermo, dove si trova il principale bacino frutticolo della regione. Per le rinomate pesche della Valdaso si stima un calo produttivo che oscilla tra il 15 e il 20 per cento, dovuto al freddo nei momenti sbagliati e alle grandinate. Migliore la situazione per l’altra eccellenza regionale, la pesca di Montelabbate.

Qui il maltempo ha colpito a macchia di leopardo e nel complesso la produzione sarà sui livelli dello scorso anno. Il segreto per assicurarsi la qualità al giusto prezzo, ricorda la Coldiretti, è quello di acquistare direttamente nelle aziende o nei mercati degli agricoltori di campagna amica.

Il prodotto, oltre ad essere più conveniente e genuino è anche più fresco e in casa dura di più e si spreca di meno, poiché non ha dovuto affrontare lunghi tragitti per arrivare sui banchi. In tutti i punti di vendita è importante verificare sull’etichetta o sui cartellini l’indicazione obbligatoria della provenienza per privilegiare produzioni locali e di stagione che esprimono al meglio le proprietà benefiche della frutta.

Sotto la spinta di stili di vita più salutistici l’ortofrutta è diventata, tra l’altro, la prima voce di spesa del budget alimentare degli italiani e rappresenta ora il 23 per cento del totale del budget destinato dalle famiglie all’alimentazione per un importo di 99,5 euro per famiglia al mese contro i 97 euro della carne che, con una incidenza del 22 per cento sul totale, perde per la prima volta il primato.

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