ANCONA – La Brexit apre interrogativi anche sul futuro dei 628 milioni di euro di export di prodotti marchigiani in Gran Bretagna, dal tessile ai macchinari, all’elettronica fino all’agroalimentare che, a fronte di volumi più ridotti rappresenta comunque un biglietto da visita importante per la nostra regione.

Ad affermarlo è la Coldiretti Marche, sulla base di un’analisi su dati del commercio estero nel 2015 dopo la decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea che, per effetto della svalutazione della sterlina, potrebbe avere effetti importanti sui rapporti commerciali. La stessa bilancia import/export è fortemente sbilanciata a favore delle Marche, con le esportazioni che superano di 4 volte le importazioni (172 milioni di euro). Nella top five delle merci marchigiane più vendute nel paese britannico il tessile-abbigliamento è la voce più pesante con 140 milioni di euro (di cui 85 milioni di sole calzature) davanti a macchinari e trasporti con 118 milioni di euro, apparecchi elettrici con 101 milioni di euro, prodotti farmaceutici per 67 milioni, prodotti metalliferi per 56 milioni, mentre l’export agroalimentare vale 13 milioni di euro, peraltro in aumento del 17 per cento nel 2015.

Tra i prodotti alimentari più gettonati tra gli inglesi, guida il vino assieme alle altre bevande che rappresentano oltre un terzo delle intere esportazioni, davanti a pasta e prodotti da forno e frutta e ortaggi lavorati e conservati.

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