SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Se credete di aver subito abusi, non dovete far altro che denunciarli. Io posso dire che il nome di Piunti non è mai stato pronunciato”. E’ questo il commento di Paolo Perazzoli a proposito delle telefonate elettorali che il centrosinistra sta realizzando in questi giorni, in vista del ballottaggio di domenica.

Pasqualino Piunti aveva denunciato un atteggiamento scorretto da parte degli avversari, finalizzato a delegittimare la sua figura. Una tesi seccamente smentita dal leader del centrosinistra durante il rovente faccia a faccia a Riviera Oggi.

“Mi meraviglio di chi si meraviglia, la strategia è chiamare il più possibile. Abbiamo chiesto di svolgere il lavoro ad un’agenzia specializzata. Le telefonate sono autorizzate, le persone che non vogliono essere contattate sul fisso non vengono chiamate. Per quanto riguarda i cellulari, noi chiamiamo solo persone dalle quali abbiamo avuto i numeri di telefono. Evidentemente vi danno fastidio i risultati che si possono avere”.

La spiegazione non ha ovviamente soddisfatto Piunti: “Le telefonate sono giunte a persone di un partito diverso, qualcuno è già andato dai Carabinieri. E’ disgustoso entrare nelle case dei sambenedettesi con certe metodologie. Ho raccolto tante proteste, so che è stato allertato il presidente dell’assemblea regionale del Pd che ha avviato ricerche per capire il motivo per cui certe persone siano finite in elenchi in cui non dovrebbero essere”.

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