SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ho incontrato Piunti, ma non abbiamo mai parlato di apparentamenti”. Lo dice Giorgio De Vecchis, che in vista del ballottaggio invita i suoi elettori a recarsi alle urne, senza però offrire indicazioni di voto.

Perazzoli e Piunti per noi pari sono”, dichiarano il leader di Orgoglio Sambenedettese e Barbara Sanavia. “Chiunque vincerà durerà poco. I rispettivi partiti sono in crisi a livello nazionale, regionale e locale. La città ha indicato una nuova direzione a scapito dei partiti e a vantaggio dei movimenti civici”.

Le trattative tra Piunti e De Vecchis non sono mai partite. Mancavano le precondizioni per attivarle, la volontà dell’ex presidente del Consiglio, ma pure quella del candidato sindaco azzurro: “Mi ha richiamato dicendomi che lui e la sua coalizione non erano interessati. Con l’apparentamento avremmo ottenuto almeno 3 consiglieri e saremmo stati determinanti con la garanzia di controllo sulla maggioranza. Forse ci hanno ritenuto alleati pericolosi”.

Se vincesse Perazzoli, Orgoglio Sambenedettese conquisterebbe 3 seggi: uno a De Vecchis, uno ad Andrea Sanguigni ed un altro a Barbara Sanavia. Curiosamente, qualora si imponesse Piunti, le poltrone scenderebbero a due, escludendo la stessa Sanavia dal consesso. “Non sono interessata alla poltrona – replica lei – non tiferò né per Piunti, né per Perazzoli”.

Di sicuro, De Vecchis non ricoprirà il ruolo di presidente del Consiglio: “Se mi venisse mai proposto, non accetterei. Il presidente non è un arbitro, altrimenti non avrebbe diritto di voto. Deve essere organico alle maggioranze. Chi ha inteso quel ruolo come quello di un arbitro non ha rispettato la norma”.

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