SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Piunti e De Vecchis, l’incontro c’è stato. Il faccia a faccia, durato un’ora, è avvenuto giovedì mattina ed è stato definito dalle due parti “cordiale”. Lo sfidante di Paolo Perazzoli al ballottaggio ed il leader di Orgoglio Sambenedettese “hanno fatto un’analisi del voto ed una valutazione generale dell’attuale situazione”.

I due si rivedranno prima di domenica – termine ultimo per l’ufficializzazione degli apparentamenti – assieme a tutte le componenti che formano i rispettivi schieramenti.

Nel frattempo, il coordinatore di Siamo SanBenedetto provoca Perazzoli sulla richiesta di rinvio a giudizio nell’inchiesta sulle spese pazze in Regione.

“Cosa accadrebbe in caso di condanna nel processo penale? La legge Severino stabilisce la sospensione dall’incarico di un amministratore pubblico, su richiesta del Prefetto e del Ministero dell’interno, per un periodo di almeno diciotto mesi per i condannati, anche solo in primo grado, per reati come corruzione, concussione, abuso d’ufficio, peculato. Insomma, se venisse condannato, decadrebbe mettendo in serio pericolo quella governabilità della quale la città di San Benedetto ha estremo bisogno”.

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