SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ultimi botti prima del silenzio elettorale. Il 5 giugno la città sceglierà il suo nuovo sindaco, a meno che uno dei candidati non superi il 50%+1 dei consensi. In quel caso serviranno altre due settimane d’attesa.

Paolo Perazzoli, che terminerà la lunghissima campagna elettorale in Piazza Matteotti, vuole chiudere la partita già al primo turno: “Siamo abbastanza convinti di vincere, sono ottimista, nell’opinione pubblica si avverte un clima positivo che porta a pensare che tutto si deciderà domenica. La previsione è frutto di un ragionamento politico: siamo l’unica proposta in campo e l’unica speranza per la città”.

Nel centrosinistra tiene banco l’ipotesi del voto disgiunto. Diversi candidati consiglieri confessano di aver visto schede elettorali ‘fac-simile’ che indicano la preferenza ad un partito vicino a Perazzoli, ma il voto per un altro candidato sindaco. In fase di spoglio verrà valutata sia la reale consistenza della pratica che l’identità dei promotori.

Perazzoli sembra tuttavia più preoccupato dalla possibilità della doppia preferenza: “Si potranno votare un uomo e una donna, a patto che siano della stessa lista. Non sbagliate. Per evitare errori, mettete il voto in banca segnando subito una croce sul simbolo”. Poi si rivolge alla schiera degli indecisi: “Alle ultime elezioni circa la metà degli aventi diritto non ha votato. E’ un dato enorme, il diritto al voto fu conquistato col sangue e col sacrificio di migliaia di persone. E’ un diritto, ma anche un dovere scegliere da chi essere rappresentato. Dobbiamo riconquistare la fiducia dei cittadini, perduta per colpa nostra, bisogna rimettersi in sintonia con i cittadini, ascoltarli con il cuore. Siamo abbastanza convinti di vincere anche perché crediamo che i sambenedettesi siano intelligenti. Sanno valutare quali proposte possono garantire le prospettive migliori. Immaginate cosa succederebbe se diventasse sindaco Piunti, o De Vecchis, o Castagna. Non cito Spadoni perché per lui sarebbe più facile camminare sulle acque. Si prospetterebbe una litigiosità quotidiana. Noi siamo plurali, forse troppo, ma sappiamo fare sintesi. La destra quando ha governato portò l’amministrazione al commissariamento. Non sanno lavorare per l’unità, non la troverebbero neppure al ballottaggio. Anzi, si dice che se si andasse al ballottaggio qualcuno di loro voterebbe per me. Vi chiediamo fiducia per non avere rimpianti, nessun voto vada perso”.

Il 28 maggio l’ex consigliere regionale avrebbe dovuto svolgere il bike tour in giro per la città per promuovere la mobilità alternativa. L’appuntamento è stato vietato dalla norma che impedisce cortei sotto periodo elettorale.

Venerdì sera, alle 21.15, sul palco col candidato del Pd ci sarà il vicepresidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Qualche ora prima Perazzoli accoglierà il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini a cui garantirà l’individuazione del tracciato della circonvallazione entro i primi sei mesi di governo.

In Piazza Giorgini, dalle 19, Pasqualino Piunti risponderà con Lando Buzzanca. L’attore salirà sul palco assieme ai candidati consiglieri delle cinque liste in suo sostegno. “Vi aspetto per la festa finale prima della vittoria”, scrive il consigliere comunale su Facebook.

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