Da RivieraOggi n°1075, in edicola dal 30 Maggio

MONTEPRANDONEL’estate si sta avvicinando, e già la Riviera si sta preparando per cambiare suo aspetto, sfoggiando calendari ricchi di iniziative nei vari comuni. Concludiamo quindi questa rubrica intervistando Massimo Croci, che insieme a Sergio Loggi, vicesindaco di Monteprandone con delega per il centro storico (e che ha contribuito all’intervista), ha dato vita al “Vintage Village”, che quest’anno viene riproposto per la sua seconda edizione, dal 10 al 12 giugno nel centro storico cittadino. Vediamo come è nata e come si sta evolvendo questa popolare manifestazione che l’anno scorso ha registrato un’inaspettata affluenza e che si propone come uno degli eventi cardine dell’estate monteprandonese. Trovate qui la pagina ufficiale dell’evento con il programma delle serate e qui lo spot realizzato per l’occasione.

Che cos’è l’Associazione 17Festival e di cosa si occupa?

“Si tratta di un’associazione nata quattro anni fa dopo la morte di mia moglie. Abbiamo deciso di creare un’associazione per organizzare degli eventi il cui ricavato venga devoluto in beneficienza all’Associazione Italiana Leucemie “A. Troiani” di Ascoli Piceno e si occupa, appunto, di allestire manifestazioni varie ”.

Da dove nasce l’idea di organizzare il Vintage Village e qual è lo scopo?

“L’idea è nata due anni fa nella mia testa, essendo io un assiduo frequentatore del Summer Jamboree di Senigallia. E quindi perché non sfruttare il Centro Storico di Monteprandone e dargli anche un po’ di visibilità? Da lì l’idea di organizzarlo proprio all’interno del Centro Storico, coinvolgendo tutti i vicoli, mentre a Senigallia il festival sviluppa su tutta la città. Lo scopo della manifestazione è, viste nel problematiche emerse nel catturare l’attenzione degli sponsor, valorizzare il borgo, e quindi è un’attività sia socio-culturale che turistica, in quanto il ricavato del Vintage Village poi sarà devoluto per sostenere i progetti del 17Festival”.

Qual è secondo lei lo spirito degli anni ’50?

“Visti da lontano, nella nostra epoca, gli anni ’50 non ci appaiono come tali, ma al loro tempo erano essenzialmente l’epoca del “nuovo”. Parliamo ovviamente degli anni ’50 americani, visto che in Italia questa sottocultura non si è molto sviluppata a causa della povertà legata al dopoguerra. L’economia americana si stava infatti cominciando a risvegliare, a rifiorire, e da lì nacquero tutte quelle tendenze divenute storiche, come le pin-up, i jukebox, i locali, che noi abbiamo riportato nell’ambito del Vintage Village. Tutte le mode alla fine tornano, ma alcuni ne fanno uno stile di vita, tant’è che conosco diverse persone che si vestono e si truccano come negli anni ’50, soprattutto le ragazze, forse perché è uno stile che non muore mai? Anche noi in quest’epoca vogliamo rifiorire, ed è per questo che ammiriamo gli anni ’50, che incarnano questa volontà”.

Quali sono a suo avviso i pregi e i difetti della prima edizione?

“Quanto ai pregi, sicuramente la novità, e poi il periodo. L’anno scorso il Vintage Village si è tenuto il 6-7 giugno e quindi era uno dei primi eventi della stagione estiva. La vicinanza con San Benedetto e il caldo ci hanno permesso di attirare anche molti turisti. Anche l’Associazione ha optato per uno staff che già faceva parte del 17Festival, quindi ci siamo trovati subito in sintonia, al fine di dare quante più attrattive possibili al frequentatore. Quanto ai difetti, forse un po’ i servizi, ma essendo stata la prima edizione, è normale essere un po’ carenti nei servizi: non c’era il bus navetta, per esempio, mentre quest’anno ci sarà. Inoltre non si potrà più parcheggiare all’interno del Centro Storico ma nelle zone limitrofe, e questo migliorerà la circolazione. Anche per quanto riguarda il servizio di distribuzione del cibo, in alcuni momenti ci siamo trovati un po’ impreparati perché non si aspettavamo una tale affluenza di interessati”.

Loggi S.: “Io fondamentalmente un difetto vero e proprio, visto che è stata la prima edizione, non ritengo che ci sia stato. La prima edizione infatti ci ha permesso piuttosto di capire dove si può migliorare. Quindi più che di difetti veri e propri, possiamo parlare in difetti ‘in negativo’, che ci hanno dato la possibilità di ragionare per migliorare la manifestazione”.

Cosa pensa della grande affluenza della prima edizione?

“Una partecipazione così massiccia, per quanto la auspicassimo, non ce la aspettavamo proprio. Speravamo in una buona affluenza, ed è andata meglio del previsto. Sicuramente il bel tempo e la novità hanno permesso di rendere questo evento ‘esplosivo’: due giorni di fuoco!”.

Quali miglioramenti ci sono stati rispetto alla prima edizione?

“Sicuramente abbiamo cercato di rafforzare i punti deboli della manifestazione. Abbiamo preparato una nuova zona, quella della Vineria, dove ogni sera ci sarà una band ogni sera suonerà dalle 18.30 fino alle 23. Inoltre abbia arricchito Piazza S. Giacomo con un secondo Punto Food, con spettacoli di una compagnia teatrale che propone diversi spettacoli, quattro band, ed in più abbiamo altri collaboratori che intratterranno i visitatori per i vicoli della città, specialmente artisti di strada, sempre a tema anni ’50, ovviamente. Consultando il programma vedrete che è molto ricco”.

Ci sono eventi di spicco tra le varie attività del Vintage Village di quest’anno?

“C’è l’imbarazzo della scelta: ogni sera c’è una sfilata, un concerto, etc. La novità in assoluto è costituita dalla selezione di Miss Italia in stile anni ’50, quindi le ragazze partecipanti saranno truccate e acconciate a tema. Inoltre abbiamo allestito uno speciale giardino per i più piccoli in stile vintage con giochi e animazione”.

Credete che il format tradizionale della sagra stia cominciando ad esaurirsi?

“Molte sagre si stanno ridimensionando, anche in termini di giorni. C’erano sagre che si dipanavano nell’arco di cinque giorni, mentre ora sono molti meno. Molte sagre invece ci spostano, ma in generale non riescono ad attrarre la partecipazione che invece c’era negli anni precedenti. Purtroppo la qualità musicale non è di alto livello, non nel senso che i gruppi coinvolti non siano ottimi musicisti, ma per il fatto che spostandosi di sagra in sagra finiscano per riproporre lo stesso repertorio, quindi il pubblico non è più incuriosito come all’inizio. I giovani in particolare devono essere stimolati con eventi nuovi, ed il Vintage Village è proprio una risposta a questo fenomeno”

Loggi S.: “Rispetto al format ‘sagra’ il Vintage Village esce dagli schemi, perché è importante valorizzare i nostri centri storici. Sicuramente con questo evento, tornando indietro nel tempo, riscopriamo le tradizioni e la cultura che il nostro territorio aveva, dall’enogastronomia alle mode, e svolge anche il compito di promozione turistica, in quanto promuove i prodotti tipici locali. L’amministrazione ha sostenuto questa manifestazione proprio perché mette in risalto la bellezza dei nostri borghi. La prima edizione è stata un po’ una scommessa, e devo dire che ha portato dei benefici, in quanto l’anno scorso ci sono state 4000 presenze circa e per un centro storico relativamente piccolo come quello di Monteprandone è stato certamente un evento di spicco”.

Ultima domanda: qual è il suo auspicio per questa seconda edizione del Vintage Village? Aspettative per il futuro?

“Intanto pensiamo a realizzare per bene questa edizione e quindi a confermare gli sforzi fatti l’anno scorso. Vogliamo comunque stimolare e attrarre il frequentatore, dargli una risposta attraverso l’arte. Sicuramente la terza edizione ci proietterà anche a livello interregionale. Infatti già quest’anno ospiteremo degli espositori provenienti dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia-Romagna, quindi già possiamo confermare che il Vintage Village sta cominciando ad avere una vasta risonanza nel territorio regionale”.

Loggi S.: “Il nostro auspicio è quello di potenziare ulteriormente il nostro borgo storico con i servizi, che permettono a questo genere di iniziative di svilupparsi. L’investimento che l’amministrazione fa quindi indirettamente agisce anche sull’economia locale, perché supporta le attività commerciali che sono presenti nel centro storico, con la speranza che crescano invece di chiudere battenti”.

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