SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A febbraio avevamo raccontato la storia di Cesare Cameli (CLICCA QUI), 27enne di Porto d’Ascoli. Doveva cimentarsi in un viaggio interessante e mistico dai significati profondi: andare a piedi fino a Hong Kong. A inizio maggio avrebbe iniziato questo percorso spirituale con grande tenacia e grinta. Purtroppo il viaggio è stato annullato a causa di un infortunio grave capitato al 27enne qualche settimana prima della partenza.

“Mi sono infortunato il 21 aprile, esattamente due settimane e mezzo prima della partenza, prevista per il 9 maggio – racconta Cesare Cameli – L’incidente è stato una sciocchezza a prima vista: stavo praticando Kung Fu con amici, facendo la cavallina uno dietro l’altro utilizzando come sostegno la schiena di quello che ci stava davanti. Saltando sulla schiena di un mio compagno di allenamento abbiamo entrambi perso l’equilibrio e così sono ricaduto con tutto il peso del corpo sulla gamba destra ruotando il corpo in una direzione e la gamba nell’altra. Ho sentito un crack terribile e nell’immediato ho provato un gran dolore che dopo poco è passato nella sua fase lancinante. In ospedale mi hanno fatto una lastra e mi hanno detto che non c’era alcuna frattura dicendomi di presentarmi l’indomani per una visita ortopedica. Dopo tre visite all’ospedale da tre dottori diversi, due risonanze in un’altra clinica sambenedettese (poiché la prima era sbagliata) e altre tre visite da altrettanti dottori diversi sono finalmente riuscito a scoprire cosa mi ero fatto: rottura del crociato anteriore, lesione obliqua del menisco e lesione alla cartilagine. Una triade infausta”.

Una sentenza che ha scoraggiato Cesare Cameli.  “Sinceramente questo periodo è stato uno dei più duri della mia vita. Non tanto per quello che mi era successo. Queste lesioni per uno sportivo come me sono normali. Erano 7 anni che mi allenavo tutti i giorni, 3 ore al giorno ad eccezione dei fine settimana: perciò so che alla lunga gli arti si usurano. Gli infortuni ci stanno, anche se speravo di no. A 14 anni mi ero rotto il femore sinistro con frattura esposta e mi sono dovuto operare due volte perché ho dovuto naturalmente togliere il ferro che mi teneva l’osso in posizione. Sono abituato alla sofferenza e questa è stata una sciocchezza rispetto a quel trauma avvenuto durante l’infanzia. Il problema è stato nel fatto che io dovevo partire. Dopo tanti anni di sacrifici e di studi quando finalmente ero riuscito a trovare il mio scopo in questa vita, il mio grande sogno, questo infausto evento esterno mi ha dovuto bloccare – prosegue il 27enne di Porto d’Ascoli – Ero pronto a partire. Voglioso e felice come un bambino che assaggia la prima caramella della sua vita e mi sono dovuto fermare contro la mia volontà”.

Nonostante il grande sconforto, Cesare Cameli sta ritrovando quella volontà e determinazione. “Mi opero il 14 giugno. Ci vogliono 5/6 mesi per recuperare la piena forma e poter riprendere la normale attività fisica. Il dottore mi ha assicurato che poi potrei partire. Però non potrò a metà novembre per due problemi: il primo è che passerei alcuni dei paesi più freddi (in quel periodo) del mio percorso (nord Italia, Slovenia, Ungheria, Serbia) rischiando troppa neve. Poi soprattutto passerei nel sud-est asiatico durante il periodo dei monsoni dove si verificano fortissime piogge quotidiane e frequenti alluvioni rischiando troppo. Sto quindi pensando di partire a marzo o massimo a maggio. Marzo sarebbe meglio così eviterei l’Armenia (uno dei posti più freddi tra quelli che passerò con i suoi anche frequenti 20-30 gradi sotto lo zero in inverno) ”.

Cesare Cameli, quindi, è consapevole della sua missione. “Questo viaggio, che mi porterà alla ricerca di me stesso, lo farò. Molti, dopo l’incidente, mi avevano consigliato di lasciar perdere. Questo infortunio ho voluto prenderlo come segno positivo. Per me si tratta di un’ulteriore sfida. La Cina e Hong Kong non scappano. Devo aspettare qualche mese e avere pazienza. Quando sarò lì la mia soddisfazione sarà ancora più grande. Voglio ringraziare tutti quelli che mi sono vicino in questo momento e lancio a loro un messaggio: non lasciate andare i sogni, continuate a inseguirli sempre. La sofferenza provoca soltanto un gran piacere a risultato acquisito”.

In bocca al lupo Cesare e buona guarigione. Noi di Riviera Oggi, ma soprattutto tutte quelle persone rimaste affascinate dalla tua sfida, ti aspetteremo e accompagneremo nel tuo bellissimo viaggio.

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