SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre mesi, sei mesi, un anno, cinque anni. Pasqualino Piunti stila il cronoprogramma di interventi in caso di elezione a sindaco.

Va approvato un nuovo Piano Regolatore dopo decenni di attività edificatoria improvvisata”, dice il candidato del centrodestra. Tempo richiesto? Un lustro. “Il nostro impegno sarà anche quello di rivedere il piano di spiaggia, in quanto restrittivo e incompatibile con la nostra idea di crescita turistica”.

Un altro piano, stavolta della viabilità, verrà approvato entro un anno e mezzo. Piunti sottolinea come San Benedetto sia il comune più densamente popolato della regione (1870 abitanti per chilometro quadrato), con un parco veicolare di 30 mila autovetture su una superficie di circa 25 chilometri quadrati. Andrà rivisto il trasporto pubblico, con bus meno inquinanti e più efficienti, e potenziata la rete delle piste ciclabili.

Entro la fine dell’anno il Consiglio Comunale approverà il regolamento per l’istituzione della consulta dello sport e il regolamento che stabilisce i criteri per l’assegnazione dei contributi. Verrà inoltre approvato un programma di educazione motoria di base in collaborazione con tutte le associazioni sportive per la fascia d’età 3/13 anni.

Identica scadenza per la selezione di un vigile per ogni quartiere e una modifica del conferimento dei rifiuti: “Introdurremo il principio della premialità per chi ne produce di meno. E’ inaccettabile la politica del Pd di aumentare la tassa nonostante sia cresciuta la raccolta differenziata”.

In occasione della prima assise, Piunti porterà a votazione una delibera con la quale si obbligherà l’amministrazione ad attivare un processo di partecipazione per quel che riguarda la decisione dei cittadini su temi di importanza primaria.

Nell’udienza preliminare per l’inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari e dei consiglieri regionali delle Marche, è stato chiesto il rinvio a giudizio per 61 dei 66 imputati, tra consiglieri regionali in carica ed ex e addetti alla contabilità dei gruppi. Tra questi compare il nome di Paolo Perazzoli. “Noi siamo garantisti e non accusiamo nessuno – sostiene Luigi Cava, coordinatore di Siamo San Benedetto – ma la richiesta di rinvio a giudizio deturpa l’immagine del candidato sindaco del Pd”.

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