SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Individualismi, dissidi e recriminazioni. A meno di due settimane dal voto, la guerra nel Pd è ancora una volta intestina.

A gran parte degli iscritti sambenedettesi non è andata giù la decisione del segretario regionale Francesco Comi di inserire il sindaco Gaspari e Margherita Sorge rispettivamente all’interno del direttivo marchigiano e in commissione di garanzia.

La proposta – effettuata durante l’assemblea di sabato – è stata votata all’unanimità, ma ha colto di sorpresa i presenti, non avvertiti da Comi. Anche Paolo Perazzoli avrebbe appreso delle nomine pochi minuti prima dell’appuntamento organizzato in Riviera.

A spiazzare, oltre ai modi, è la tempistica. In piena campagna elettorale, la mossa non fa altro che destabilizzare un partito che a fatica ha ricomposto i cocci, dopo primarie combattute senza esclusioni di colpi.

Sabato sera Comi è stato tempestato di messaggi al veleno. Per quel che riguarda l’ex assessore, che subentra al compianto Pietro Paolo Menzietti, la motivazione riguarderebbe l’assenza di ruoli futuri in amministrazione ed il lavoro che starebbe svolgendo in favore di Perazzoli nella campagna elettorale in corso. I detrattori avrebbero fatto notare come la stessa Sorge sia stata inizialmente promotrice di un progetto alternativo al Pd, salvo poi rinunciare e rientrare nei ranghi per via del fallimento dell’iniziativa. Il medico sambenedettese dovrà comunque accantonare ogni possibilità di incarichi dirigenziali locali, visto che le norme dei democrat vietano durante lo svolgimento del mandato in commissione di garanzia “di presentare la propria candidatura per qualunque carica interna al Partito Democratico nonché di sottoscrivere la candidatura di terzi per i medesimi incarichi”.

Perazzoli nel frattempo striglia i suoi. “Se un’orchestra non suona assieme, non va bene – ha sbottato – così facendo si ottiene l’effetto contrario. Chi suona per conto suo rischia di stonare”.

Il candidato sindaco si riferisce agli interventi dei singoli candidati svolti in apertura dei comizi itineranti. In un primo momento il format prevedeva il coinvolgimento dei cittadini, ma una volta ufficializzate le liste la parentesi si è trasformata in mera passerella elettorale. Ad innervosire l’ex consigliere regionale è tuttavia la contraddizione di alcune uscite, che cozzano coi punti inseriti nel programma elettorale. Nel mirino pure Marco Calvaresi, che di recente ha avanzato proposte in tema di sanità in totale autonomia.

Perazzoli riunirà lunedì sera presso la sala Pegaso della Galleria Calabresi il Comitato Xxl per organizzare la volata finale in vista del 5 giugno. La convinzione di vittoria al primo turno resta alta. A preoccupare semmai è l’opzione della doppia preferenza: “Si parla tanto del voto disgiunto; a me preoccupa maggiormente la confusione creata dalla poca conoscenza della norma che da tre anni introduce la doppia preferenza di genere differente. I candidati devono essere della stessa lista, tanti pensano che si possano votare persone di liste diverse. Se generiamo confusione contribuiamo a fare annullare le schede”. Tradotto: prima di tutto la ics sul sindaco.

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