Da Riviera Oggi n. 1073, in edicola il 9 maggio 2016

GIULIANOVA – Dietro una grande Campionessa si nasconde sempre una grande persona e Debora Sbei è la conferma di questo teorema. L’atleta di pattinaggio artistico a rotelle ha incontrato gli studenti del liceo scientifico “Marie Curie” di Giulianova giovedì 21 aprile, nell’ambito di una giornata dedicata al “Fair Play” e allo sport leale.

“Ho iniziato a praticare il pattinaggio artistico a rotelle all’età di cinque anni, mi sono avvicinata grazie a mia madre, che non l’ha mai potuto praticare ed è cresciuta con l’idea che se avesse avuto una figlia la avrebbe indirizzata verso questa disciplina – racconta Debora Sbei, allenata dalla tecnica federale Sara Locandro, che con i suoi atleti ha conquistato oltre trenta titoli mondiali – all’inizio è stato un gioco, mi divertivo. Alle prime gare spesso chiudevo le classifiche, ma questo è stato stimolo per migliorare e dare il meglio di me”. E i risultati non hanno tardato ad arrivare, visto che Debora Sbei ha iniziato la sua carriera nella Nazionale italiana a soli dodici anni, per ottenere la sua prima vittoria importante a sedici anni: “Ho vinto il titolo mondiale Junior, è stata una grande sorpresa ma anche un’enorme soddisfazione, perché dietro ogni successo ci sono tanti sacrifici”. E la Campionessa giuliese conosce bene il significato di questo termine, visto che si allena anche due volte al giorno e ha sempre dedicato tempo, studio e cura all’apprendimento degli elementi tecnici del suo sport.

Sacrifici che sono stati sempre ripagati: Debora Sbei ha eguagliato il record di titoli mondiali stabilito da Tania Romano a quindici e punta a superarlo ai prossimi Campionati del Mondo di pattinaggio artistico a rotelle, che si svolgeranno in Italia, a Novara, nella prima settimana di ottobre. “Nonostante io abbia partecipato a diversi Mondiali, per me è la prima volta nella mia Nazione, quindi ci tengo particolarmente, anche perché noi siamo i leader in questo sport”. Il pattinaggio artistico a rotelle ha consentito all’atleta abruzzese di girare il mondo e conoscere nuova gente e differenti culture, arricchendo notevolmente il suo bagaglio di esperienze. Alla domanda se pensi di passare al pattinaggio di figura sul ghiaccio – che è sport olimpico – Debora Sbei risponde: “Dovrei cambiare totalmente vita e ormai a 26 anni è tardi”.

Il fatto che il pattinaggio artistico a rotelle – facente capo alla Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio (FIHP) – non sia ancora sport olimpico è molto controverso, ma la speranza è che questa disciplina venga presto inserita nel calendario della rassegna a cinque cerchi, visti anche i numerosi successi dell’Italia. Proprio perché il pattinaggio artistico a rotelle non è sport olimpico, il ritorno economico degli atleti non è elevato, ma, ciononostante, si sono verificati fenomeni di doping. La menzione di tale circostanza ha offerto a Debora Sbei l’occasione di rimarcare l’importanza dello sport pulito: “Per raggiungere qualsiasi obiettivo c’è bisogno di pazienza. Si cade tante volte, anche fisicamente, come, per esempio, quando si deve imparare un salto o una trottola. Bisogna sempre trovare la forza di rialzarsi e questo è vero anche nel caso degli infortuni. Io a dodici anni ne ho avuto uno grave, ma ho lottato per tornare più forte di prima e diventare Campionessa mondiale un giorno ed è una soddisfazione, nonché un orgoglio, aver realizzato il mio sogno”.

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