ASCOLI PICENO – Ha ragione Peppe Giorgini, consigliere Regionale del M5S, a lamentarsi per un suo comunicato sulla sanità non pubblicato dai giornali nei giorni scorsi. Noi ci scusiamo perché c’è stata un’incomprensione tra me e la redazione. Di solito siamo molto interessati alle ‘tristi’ vicende del nostro nosocomio. La notizia riguardava un’interrogazione regionale per presunte irregolarità al momento della nomina a Direttore Generale di Giulietta Capocasa.

Se ha ragione o no lo sapremo presto ma una riflessione va fatta sui Concorsi pubblici che spesso e volentieri creano malumori per svariati motivi. La storia che in Italia decide più la politica che il merito non è segreta. È voce comune, infatti, tanto da sembrare una “regola” alla quale non si ribella più nessuno “l’Italia va così che possiamo farci…“, dicono i rassegnati, altri sperano che la prossima volta sia il “proprio” politico a decidere in suo favore. Insomma il merito è il grande escluso e pare che gli italiani si siano assuefatti.

Come sempre però le eccezioni non mancano. Ricordate il Concorso per primario di Otorinolaringoiatria dell’Area Vasta 5? Il secondo classificato, Umberto Pignatelli, fece immediato ricorso al Tar di Ancona insieme al sambenedettese Roberto Rosetti classificatori terzo, perché entrambi non ritenevano congruo il punteggio che aveva determinato la graduatoria.
Il tribunale anconetano, lo scorso febbraio, ha dichiarato inammissibile il ricorso e resa vana la richiesta dei due professionisti scontenti che ne chiedevano la rivalutazione.

È successo che nel frattempo (dicembre 15) era stata emanata una sentenza del Consiglio di Stato che delegava la decisione, non più al Tar, bensì al Tribunale Ordinario-Giudice del lavoro di Ascoli. Da premettere che il Tribunale Amministrativo di Ancona avrebbe potuto decidere a settembre ma rinviò il giudizio al mese di febbraio 2016. Nel mezzo la nuova sentenza. Senza il rinvio e quindi senza che fosse intervenuta la nuova “Legge”, il Tar anconetano non avrebbe trovato alcun impedimento al suo pronunciamento.

Abbiamo però appena saputo che il medico bresciano, nonostante tutto, non si è arreso ed ha fatto presentare al suo avvocato, nei termini stabiliti, il ricorso legale presso il tribunale di Ascoli Piceno. Evidentemente il ricorrente è molto convinto delle sue ragioni, anche se sui Concorsi ospedalieri esiste una specie di spada di Damocle che permette ai Direttori Generali di sovvertire la graduatoria in funzione delle necessità sanitarie del territorio.

Faccio un esempio da ‘ignorante’ in materia: se nella provincia di Ascoli fosse molto frequente l’operazione alle tonsille, il Direttore Generale potrebbe dichiarare vincitore il medico che nel campo specifico si era dimostrato più capace per numero di operazioni concluse felicemente, rispetto a chi magari è bravissimo in un altro tipo di operazioni. Seppur con meno titoli e quindi con un punteggio inferiore. Un esempio forse troppo elementare che però, credo, chiarisca bene la discrezionalità che viene data al Direttore Generale.

In pratica si potrebbe verificare che al Dr Umberto Pignatelli venga riconosciuto, come da ricorso, il punteggio migliore (quindi il primato nella graduatoria numerica) ma non il diritto ad occupare il ruolo di primo dirigente. La dottoressa Capocasa potrebbe, infatti, decidere di far continuare a rivestire  il ruolo di Primario (lo occupa da alcuni mesi) al Dr. Andrea Ciabattoni per i motivi sopra descritti.

Sarebbe in ogni caso una sconfitta che si doveva e poteva evitare. Se invece il Giudice del lavoro dovesse riconoscere le ragioni di Pignatelli e la Direttrice Capocasa non avesse in mano i requisiti per poter vantare un diritto assegnatogli dalla Legge, la sanità picena si troverebbe nelle mani un’altra… patata molto bollente.

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