SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fuori dai giochi senza un perché. A dieci giorni dalla clamorosa esclusione dalla corsa elettorale, i Cinque Stelle ancora attendono una comunicazione dallo staff centrale. Ma la spiegazione non è detto che arrivi, visto che – come spiega Giorgio Fede – una mancata certificazione rappresenta comunque una risposta.

Noi siamo stati sempre tranquilli, altrimenti non avremmo atteso con fiducia fino alle 11.59 di sabato 7 maggio. In molte città l’impedimento è stato provocato dall’esistenza di una doppia lista, non è il nostro caso”.

A questo punto si procede inevitabilmente per ipotesi. Fede non può pertanto escludere che la bocciatura possa essere dipesa dalla segnalazione di un gruppo di dissidenti iscritti al Movimento, pronti ad annunciare la volontà di creare una lista parallela. L’eventuale sabotaggio interno sarebbe per assurdo facilitato dall’impossibilità di conoscere il numero e i nomi degli attivisti sambenedettesi. In altre parole, in Riviera i grillini sanno nomi e cognomi dei soli partecipanti alle riunioni e alle attività del gruppo. Per il resto, il mistero è totale.

Il sistema è migliorabile, ci lavoreremo – prosegue l’ex presidente del Comitato di quartiere Sant’Antonio . Siamo stati colpiti dal fuoco amico, non ci hanno sparato contro volutamente, ma qualcosa non ha funzionato. Continueremo lo stesso a credere nel Movimento”.

La Casaleggio Associati ha pubblicato il modulo di certificazione lo scorso 12 novembre. Qui si fissava per l’inizio dell’anno l’avvio della spedizione delle liste. “C’era la data di partenza, non una scadenza. Non neghiamo che i problemi avuti ci abbiano rallentato, se avessimo preparato tutto il primo gennaio, avremmo avuto una risposta il 18 marzo, come gran parte di quei comuni promossi”.

La mente non può dunque non tornare al 2 novembre, giorno dello strappo con Giovanni Marucci. Il consigliere comunale dell’epoca si era imposto 9 a 8 su Serafino Angelini. Un esito contestato, che portò all’incoronazione successiva di Fede. “Non c’è mai stata una seconda votazione e Giorgini a quell’appuntamento non partecipò. Fu il gruppo a convergere sul mio nome”.

Mai pensato di correre ai ripari con la creazione in extremis di una civica di scorta: “Fino all’ultimo abbiamo sperato che ci arrivasse l’ok da Milano. Timore di espulsioni dal Movimento? No, semmai un discorso di serietà e coerenza”.

Giovedì prossimo, i Cinque Stelle incontreranno i cittadini in Via Forlanini. Verranno fornite spiegazioni sulla mancata partecipazione alla competizione elettorale, ma non ci saranno indicazioni di voto. “Posso semmai consigliare di diffidare dalle imitazioni”, conclude Fede. Ogni riferimento a Riego Gambini è voluto.

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