SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Se diventerò sindaco non celebrerò matrimoni omosessuali”. A sentenziarlo è Pasqualino Piunti, nel corso della presentazione della lista del Popolo della Famiglia. “Rispetterò la legge, quindi individuerò qualcuno in amministrazione che possa presenziare al mio posto. Non condivido il Ddl Cirinnà”.

Il candidato sindaco di centrodestra rispetta così uno dei punti fondativi dell’alleanza col movimento di Mario Adinolfi, che chiede al primo cittadino di condannare “pubblicamente e senza appello” la normativa sulle unioni civili recentemente approvata e di non officiare un matrimonio tra persone dello stesso sesso “facendo appello all’obiezione di coscienza”.

Spiega Piunti: “Noi siamo per il rispetto dei diritti civili, ma per noi la famiglia tradizionale viene prima di tutto. Il 5 giugno celebrerò un matrimonio tradizionale alla Palazzina Azzurra. L’accordo col Popolo della Famiglia mi fa piacere perché inaspettato, è arrivato all’ultimo momento. Io mi sono sempre dimostrato attento al valore basilare della società, che è la famiglia. Questo movimento sarà una sorpresa, perché si pone come punto di riferimento per la difesa dai rischi di disgregazione dei valori”.

Alle elezioni correranno in diciotto: Gianluca Amadio, Biancarosa Bonifazi, Renato Capozucca, Catia Castignani, Rosanna Chiaromonte, Giulia Damiani, Andrea Del Bello, Graziella Funari, Ivo Gabrielli, Rosa Gaffuri, Fulvio Ferrarini, Rolando Ferrarini, Maurizio Morganti, Emanuele Nucci, Luisa Pignati, Pietro Pignati, Cesare Spinelli e Gabriella Maria Volpi.

La partecipazione del Popolo della Famiglia alla competizione elettorale rappresenta una chiara risposta di Piunti all’accordo tra Paolo Perazzoli e l’Udc. In ballo ci sono i voti della corrente moderata e cattolica.

La coordinatrice comunale è Giulia Damiani: “Siamo ad un passo dal precipizio, occorre recuperare i valori tradizionali. Vogliamo una società dove i più indifesi vengano tutelati, diciamo no alla teoria del gender nelle scuole. Siamo contrari ad un Parlamento in cui si assumono decisioni antropologiche sulla nascita, sulla morte e sull’identità sessuale”.

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