SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cresce il timore tra i Cinque Stelle per una possibile esclusione dalla competizione elettorale. Giorgio Fede e Peppe Giorgini sono a Milano da giovedì pomeriggio e lì resteranno fino a quando non verranno ricevuti dai delegati dello staff nazionale.

A San Benedetto gli altri partiti sono in fibrillazione. Le liste vanno consegnate entro le 12 di sabato e in molti si sono portati avanti col lavoro. Non i grillini, che attendono ancora l’ok definitivo dalla Casaleggio Associati.

Il pessimismo tra gli attivisti è diffuso. E ulteriori nuvoloni si addensano sopra la testa del Movimento se si confrontano i tempi con gli altri comuni chiamati al voto. A Castelfidardo, ad esempio, il candidato sindaco  Roberto Ascani ha inviato l’intera documentazione dei candidati addirittura il 20 gennaio, ottenendo l’autorizzazione due mesi dopo. La raccolta firme ha quindi preso il via il 21 aprile, proprio nei giorni in cui Fede e soci spedivano in Lombardia la loro documentazione.

A tal proposito, in Riviera si è verificato il procedimento contrario, con le adesioni raccolte in anticipo. “E’ stata scavalcata la procedura tradizionale – ammette Ascani – ma non credo che porrebbero dei problemi. Non c’è nessun impedimento di legge, la questione riguarda esclusivamente il Movimento. Penso che conterà di più la bontà dei nomi candidati”.

Ascani nega che il rallentamento sia stato provocato dalla scomparsa di Gianroberto Casaleggio. “Sinceramente non credo. Sono più di 1000 i comuni che andranno al voto, c’è una mole di lavoro elevata. A gennaio ci dissero di mandare i documenti al più presto”.  Ma a gennaio, a San Benedetto, i Cinque Stelle erano impegnati a litigare.

 

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