SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di nuovo contro, nella serata in cui le scaramucce politiche sarebbero dovute rimanere nel cassetto. La presentazione del programma di mandato diventa teatro dell’ennesima battaglia tra Paolo Perazzoli e Sabrina Gregori. Da una parte il candidato sindaco, dall’altra la segretaria del Pd, nonché anch’essa in lista tra le fila dei democratici.

Nel suo lungo intervento, Perazzoli aveva posto l’attenzione su sicurezza, turismo e mobilità alternativa, con un accenno alla possibile revisione del servizio scuolabus.

Punti smontati, pezzo per pezzo, dalla Gregori: “Il programma è ambizioso, ma va capito se quello che si è proposto non ci sia già. Questa amministrazione ha approvato una disciplina dei sistemi di videosorveglianza. Lo scuolabus ad oggi è gratuito, in che modo intendi rivederlo? Il Comune spende 500 mila euro l’anno per garantire il servizio, significa che verrà messo a pagamento?”.

Le oltre cento persone presenti nella Sala Pegaso della Galleria Calabresi assistono ammutolite al duello, qualcuno si alza e se ne va, mentre Perazzoli prende appunti a testa bassa. “Sulle piste ciclabili occorre una visione a lungo termine – prosegue la Gregori – serve un piano urbano decennale, andare avanti a stralci non aiuta. Ho sentito parlare di destagionalizzazione, ma si dimentica di dire che grazie al turismo sportivo poco tempo fa abbiamo portato 4 mila presenze in città”. Bocciata anche l’idea di individuare un edificio pubblico inutilizzato dove costruire uno spazio fisico per permettere ai giovani di lavorare e di creare lavoro: “Il tema del lavoro non è di competenza prettamente comunale”.

Il tono della replica è facilmente immaginabile. “Questo intervento sarebbe stato più utile qualche anno fa – reagisce Perazzoli, accompagnato dagli applausi della platea – il discorso della Gregori è puntiglioso, sembra piuttosto una difesa d’ufficio. Il Comune non ha compiti nel campo economico? Ciò non significa che non si può fare niente. L’11 maggio andrò a Milano per visitare un incubatore di start-up. Se avevi delle proposte potevi esporle durante il periodo di realizzazione del programma”.

L’accusa alla Gregori è di non aver mai preso parte ai tavoli del comitato Xxl, salvo poi sfogarsi alla prima uscita pubblica. Un problema di metodo, più che di merito. C’è chi parla di scivolone, di uscita inopportuna. Ma la sensazione generalizzata è quella di un’azione di disturbo studiata a tavolino per rivendicare i meriti della gestione gaspariana. D’altronde, un fatto analogo si era verificato sabato scorso al Parco Eleonora, quando il comizio di Perazzoli era stato anticipato dall’introduzione del segretario del circolo sud Nicola Rosetti, deciso a difendere la giunta ancora in carica.

Capitolo programma. Perazzoli insiste sull’importanza della partecipazione. Oltre al lancio di Agorà, che consentirà un rapporto diretto con il palazzo comunale, il candidato sindaco promette l’istituzione di un question-time, con la giunta che risponderà periodicamente a problematiche poste dai singoli quartieri.

Potremmo trasmettere in diretta streaming le Commissioni Consiliari e le riunioni di maggioranza su questioni delicate, tanto ormai i giornalisti sanno sempre tutto. Almeno così eviteremmo ricostruzioni interessate da parte di qualcuno”.

Occhi puntati sull’eliminazione delle barriere architettoniche, sull’apertura di centri di aggregazione (“a una certa età la solitudine è la peggiore delle malattie”) e sull’approvazione di un nuovo Piano regolatore: “La zona Brancadoro verrà considerata come un’area da destinare ad impianti sportivi – insiste Perazzoli – siamo disposti a valutare le proposte dei privati”.

Nei primi sei mesi si individuerà il percorso della circonvallazione, si siglerà un accordo di fiume per una nuova regimentazione idraulica, si approverà il progetto di riqualificazione del Ballarin (“lì non si costruirà, rimarrà area verde con uno spazio dedicato alla memoria”) e sarà riattivato il lavaggio settimanale delle strade.

Sulla campagna elettorale dei rivali, Perazzoli esprime disappunto: “Guardano solo al passato, non fanno altro che polemizzare, noi siamo gli unici a guardare al futuro. La nostra è l’unica proposta in campo, abbiamo un’alleanza ampia, è un esperimento di valore nazionale. Nel resto d’Italia non c’è coalizione che vada dall’Udc alla sinistra. Possiamo lanciare un messaggio a tutto il Paese e indicare la strada. Fuori da noi c’è esclusivamente rabbia e qualunquismo”. Telegrafico infine il commento sulla candidatura di Luca Spadoni: “Che grande novità…”.

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.204 volte, 1 oggi)