SAN BENEDETTO DEL TRONTO – The end. Massimiliano Castagna chiude definitivamente le porte a Forza Italia, confermando la volontà di candidarsi a sindaco.

Nessun ritiro, nonostante due settimane fa ci fosse andato vicinissimo, disertando l’incontro a tre – organizzato da Riviera Oggi – con Pasqualino Piunti e Giorgio De Vecchis.

“Non ci sono possibilità di convergenza”, dichiara il commercialista 50enne. “Si era ipotizzato un accordo a Roma, che potesse poi condizionare le situazioni nelle altre città. Ma non è accaduto nulla, né nella Capitale, né altrove. Gli inviti di Forza Italia non li abbiamo mai presi seriamente in considerazione, avevano poco senso”.

Castagna correrà con due liste: quella della Lega ed una personale, che ospiterà anche i Repubblicani. “La stiamo preparando, forse ci saranno più donne che uomini” prosegue il candidato, che ha nominato Luigi De Scrilli a capo dell’organizzazione della campagna elettorale.

La notizia scatenerà polemiche. Il dissidente di Forza Italia infatti è tuttora un componente del coordinamento comunale del partito, come da lui stesso annunciato in occasione del suo deferimento alla segreteria regionale (con proposta di espulsione) promosso da Bruno Gabrielli.

“L’espulsione è inflitta solo per infrazioni gravi alla disciplina del Movimento o per indegnità morale o politica – scrisse De Scrilli il 17 marzo – non credo che la questione sarà effettivamente posta all’attenzione del Collegio dei Probiviri, stante l’inconsistenza e la palese infondatezza delle accuse mossemi, ma nella remota eventualità che ciò accadesse, fin da ora sono estremamente sereno circa l’esito del loro pronunciamento in quanto i probiviri potranno accertare chi veramente meriterebbe l’espulsione per non aver fatto gli interessi di Forza Italia e quello non sono certamente io”.

Sulla candidatura di De Scrilli, Castagna è possibilista: “Al momento è solo coordinatore, stiamo valutando assieme”.

Riguardo al comportamento di Fratelli d’Italia, che ha saltato la barricata passando da Castagna a Piunti, il commento è invece laconico: “Se mi sento tradito? La politica è questa. Forse sono gli elettori a sentirsi traditi, non io”.

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