SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si va avanti con Poru e Lidl. Giovanni Gaspari non alza bandiera bianca e punta ad approvare in Consiglio Comunale – l’ultimo prima dello stop imposto dalla scadenza elettorale – i due punti all’ordine del giorno più contestati.

I piani di riqualificazione urbana verranno svuotati della destinazione commerciale, ma rimarranno intatte le previsioni sulle cubature residenziali. Le maggiori polemiche riguardano i progetti di Areamare ed Edilcomar, con gli abitanti di Via Mare che restano sul piede di guerra: “L’amministrazione ci aveva promesso un nuovo incontro. Anche con queste modifiche non si risolveranno i problemi di viabilità nel quartiere”.

In merito alla variante al Prg per il cambio di destinazione dell’area in zona Ragnola, verrà confermato il mandato dato dalla giunta lo scorso 22 dicembre che prevede una diminuzione delle cubature rispetto alle indicazioni del Prg.

Diverso invece il discorso per la concessione 99ennale del terreno comunale in Via Asti alla Chiesa Cristiana Evangelica: nella giornata di martedì l’amministrazione si confronterà col Comitato di Quartiere di Fosso dei Galli.

La questione ora è tutta legata ai numeri. Sui Poru, Andrea Marinucci ha annunciato che non parteciperà al voto, mentre Pino Laversa (nonostante le indicazioni contrarie del Psi) garantirà fedeltà istituzionale. Sotto osservazione l’atteggiamento di Marco Calvaresi (che potrebbe astenersi) e soprattutto dei consiglieri Pd in odore di ricandidatura: Vinicio Liberati, Pierfrancesco Morganti e Alessandro Zocchi. A loro si rivolge Paolo Perazzoli: “Come voteranno? A quale fedeltà si atterranno? A quella verso l’attuale sindaco o a quella verso il sindaco del futuro?”.

Il clima è rovente. La sensazione che ci si trovi di fronte ad una sfida tra due fazioni del Pd è evidente, tanto che qualche esponente di centrosinistra avrebbe consigliato al sindaco di non andare al muro contro muro: “Siamo arrivati all’ultimo Consiglio, perché rischiare una fine ingloriosa?”.

Pallottoliere alla mano, Gaspari non avrebbe i numeri per approvare le delibere e – forse – nemmeno per dare inizio al consesso. In caso contrario, una conta vinta lacererebbe in piena campagna elettorale l’intero centrosinistra, che si troverebbe a ridiscutere pure l’alleanza con l’Udc.

Il risultato delle primarie dovrà pure contare qualcosa – accusa ancora Perazzoli – a meno che io non mi sia sbagliato e il 6 marzo abbia partecipato ad un concorso di bellezza. Sembra che quell’appuntamento non abbia avuto conseguenze politiche. Si dovrebbero ascoltare i 7000 cittadini che hanno votato. Il sindaco in modo estemporaneo ha tirato il coniglio fuori dal cilindro. Siccome nei Poru si contesta la destinazione commerciale, la si toglie. Ma se si eliminano le attività commerciali in Via Mare e Viale Dello Sport, bisogna domandarsi se i privati sono d’accordo. C’è il rischio che contestino la delibera? Se accadesse, un tribunale potrebbe reinserirle. Senza il discorso commerciale, il beneficio pubblico si ridurrebbe quasi a zero. In Viale dello Sport l’unico beneficio pubblico era l’acquisizione di alcune aree che sarebbero servite per dare lo standard alla trasformazione da artigianale a residenziale del manufatto conosciuto come la ‘fabbrica delle lampadine’ situato in fondo a Via Manzoni. In questo modo rischierebbe di saltare anche quel discorso. A questo punto, mi si spieghi come mai si abolisce la destinazione commerciale in Viale dello Sport e poi nello stesso consiglio comunale si approva una variante al Prg sulla Statale per un altro insediamento commerciale. Le aree contestate vanno stralciate e vanno valutate nel Piano Regolatore. I Poru non sono adatti a pianificare aree non urbanizzate, si rischia di lasciare un segno sulla città. Serve prudenza”.

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