Un architetto deve essere per prima cosa un ottimo osservatore per capire come risolvere un problema con un progetto, poi non è detto anche sia anche un ottimo progettista, ma sicuramente la prima caratteristica che deve avere è quella di osservare invece che di guardare.

Qualche mattina mi sono trovato a passare davanti alla mia vecchia scuola media: ricordo che da ragazzino ci andavo a piedi o in bicicletta, era distante poco più di un chilometro. I genitori ci mandavano insieme agli altri ragazzini della via, ci si fermava a prendere il panino nel piccolo supermarket vicino o i fogli di protocollo nella tabaccheria per il compito in classe: tutto era vissuto con molta semplicità e, ricordo, allegria.

La cosa che ho notato e colpito di più ora è vedere come sono cambiati i modi di far andare i ragazzi a scuola. Osservando ora la stessa situazione ci sono pochi ragazzi per strada o su gli autobus scolastici e molte più automobili difronte alla scuola ad accompagnare i ragazzi per un rapporto di un’auto per due persone (genitore e figlio) che una volta scaricato diventa un rapporto uno a uno con una produzione di circa 0,70 chilogrammi di Co2 con auto diesel euro 3 per tre chilometri percorsi (divertitevi con questo tool a sapere quante emissioni di CO2 producono le vostre abitudini giornaliere) per non parlare del particolato e delle polveri sottili, in questo articolo scoprirete che fanno più danni i Suv nuovi che una utilitaria vecchia di 30 anni.

Per curiosità sono passato anche all’uscita di scuola, la cosa era drammaticamente peggiorata: mentre la mattina si sosta un attimo per far scendere lo studente, all’ora di pranzo ci si deve fermare ad aspettare il suono della campanella, quindi si assiste ad un “bivacco” di mezzi parcheggiati dove si può: marciapiedi, rotonda, in mezzo alla strada, qualche genitore ne approfitta anche per fumarsi una sigaretta in compagnia, per non parlare della loro ripartenza in contemporanea con pesanti ripercussioni sul traffico locale.

Quest’anno sarà ricordato come uno dei meno piovosi degli ultimi e di conseguenza come uno con il più alto tasso di smog nelle città a causa delle mancate precipitazioni: in Italia dobbiamo imparare a fare la danza della pioggia per sperare che si abbassino dei valori nell’atmosfera.

In una città come San Benedetto del Tronto è del tutto auspicabile e fattibile un sistema di mobilità sostenibile eppure anche qui abbiamo avuto picchi alti di smog e sinceramente non si può parlare di traffico se ci confrontiamo con le grandi città, allora cosa è che non lo consente?

Le cause sono molteplici e di diversa natura, ma credo che la prima cosa che manca è la cultura, tutto comincia da lì. Manca fondamentalmente la cultura a non sprecare le risorse, eppure molte città più virtuose non si fermano alla banale domenica del mese in bici come da noi – a dire il vero non tutta la domenica ma mezza giornata, mezzo lungomare e mezza corsia e solo per il periodo invernale, che poi diciamocela tutta non mi sembra che i nostri cittadini si siano sensibilizzati in tutti questi anni, infatti qualche anno fa la costruzione di una pista ciclabile in viale De Gasperi costò al Sindaco che la volle non poche pene, fino all’assurda decisione di toglierla, mentre in altre città sarebbero stati gli stessi cittadini a chiederla per arrivare in pieno centro a casa o al lavoro in bicicletta, ma questo succede in altre latitudini dove fa più freddo.

Se almeno la cultura dell’uso della bicicletta o della semplice camminata (anche in inverno) in una città come la nostra in pianura e con clima mite per gran parte dell’anno, non riesce a essere insegnata ai propri figli, almeno insegniamogli quella dell’efficienza e del massimo utilizzo dei mezzi a motore.

Tutti conoscono il famoso carpooling francese, ma pochi sanno che esistono siti sul carpooling scolastico, addirittura alcuni comuni italiani, hanno messo a disposizione dei genitori delle app per accompagnare i bambini a scuola (http://www.carpoolingscolastico.it/, http://school.flootta.com/, http://www.marenodipiave.gov.it/it/Vivere/Carpooling.html), ma basterebbe creare un banale gruppo whatsapp o facebook tra i genitori della stessa classe per massimizzare l’utilizzo delle automobili e creare un circolo virtuoso che minimizzi: le emissioni di inquinanti, le polveri sottili, il surriscaldamento, l’usura delle macchine e per ultimo lo stress del traffico e il denaro.

Amo dire che la prima forma di efficienza energetica è quella dell’eliminazione degli sprechi, come si può parlare di risparmio se per fare un chilometro uso un’auto con due persone? La questione ambientale ha bisogno di atteggiamenti consapevoli verso i più giovani già da dentro le mura domestiche, che devono venire per prima cosa da noi adulti.

Domenica prossima ci sarà il referendum sulle trivellazioni in Adriatico,  votate coerentemente con le vostre scelte ambientali quotidiane, l’ambiente e il nostro futuro ha bisogno di persone coerenti, almeno insegniamo questo alle future generazioni.

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