SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La conquista della Lega Pro, che ci piace chiamare ancora Serie C, segna una nuova rinascita della Samb: squadra che, pur stando sempre nei nostri cuori, ha rischiato davvero di morire appena tre anni fa. E nel pieno dei festeggiamenti per la promozione, occorre ribadire come, quanto accaduto nell’estate 2013, resta ancora una ferita così profonda da raffreddare entusiasmi che solo dieci anni fa sarebbero stati ancora più eclatanti. Ci si è alzati tante volte, quel colpo è stato mortale. O quasi. Siamo ancora in convalescenza.

La gioia c’è, ed è liberatoria. Ma altrettanto, l’amico tifoso che ti incontra, aggiunge, fra le varie considerazioni (che squadra faremo l’anno prossimo? resta Palladini?, eccetera), quella relativa alla società: “Quanto dura?“.

Difficile dare risposte per conto terzi. Ovviamente certi rapporti d’amore vanno avanti fin quando i due innamorati sono tali. Quando uno dei due si sente tradito, l’amore finisce. E occorre dunque ribadire che vi è la necessità di un patto da gentiluomini tra la società e i tifosi, che ha una sola regola: massima trasparenza.

Crediamo che la tifoseria dovrà dare una grande mano per quanto riguarda il prossimo campionato (di seguito forniamo un’idea), firmando una sorta di cambiale in bianco. Che non vuol dire sottomissione, ma fiducia. O, per assonanza, Fedeltà. Ai colori rossoblu così come alla famiglia Fedeli.

Patron Fedeli, da parte sua, dovrà essere bravo a tenere i cuori caldi senza mandarli in ebollizione troppo presto. Da ora in avanti, fino al calciomercato ed oltre, vi sarà la caccia a sue dichiarazioni eclatanti, cercando di strappargli la promessa di una squadra che possa lottare per i primi posti. I fari spenti pagano sempre, specie in una piazza passionale oltre ogni misura, nel bene come nel male.

Quando parliamo di Fedeltà, intendiamo essere consapevoli che il cammino avuto dalla squadra di Palladini non è ripetibile in Serie C. Che vi possono essere errori e difficoltà. Che rientra nelle probabilità del calcio il rischio di una parziale delusione. Meglio mettere tutto in preventivo e considerare l’anno venturo un campionato di transizione e ambientamento: tutto quello che arriverà sarà cosa buona, considerando che il ritorno in Lega Pro è già qualcosa.

Fedeli non prometta nulla di più. La tifoseria non pretenda nulla di più. E’ anche questo un modo per avere in panchina, con tutta la tranquillità possibile, Ottavio Palladini anche per il prossimo campionato.

CAMPIONATO Mancano quattro partite alla fine del campionato: Palladini ha spiegato che giocheranno i calciatori che fino ad ora si sono messi in mostra meno. Facile pensare all’inserimento di Pezzotti, Forgione, Casavecchia e alla rotazione degli under. Sarebbe però un errore, sia della squadra, dell’allenatore ma anche della società, considerare il campionato concluso domenica scorsa. A parte l’onore, come l’imbattibilità esterna che crediamo sia un primato storico per la Samb.

Ma al di là dei record, vi sono tre diversi obiettivi da raggiungere. Il primo: valutare attentamente i calciatori a disposizione per organizzare la rosa dell’anno prossimo. Chi dovesse mollare ora, non sarebbe da Samb. Il secondo: lottare per la poule scudetto, il torneo tra le nove squadre vittoriose dei gironi di Serie D. Prima di tutto, per l’ambizione di conquistare lo scudetto che poi sarà cucito sulla maglia rossoblu nel campionato 2016-17. Un onore non da poco. Vi saranno, tra l’altro, formazioni prestigiose come Parma e Piacenza, e siamo convinti che prepararsi nel migliore dei modi potrà servire a rinfocolare ulteriormente l’entusiasmo verso la squadra. Bisogna ricostruire l’atmosfera appassionata che si ebbe nei play-off di Serie D 2011-12, quando al Riviera si sfioravano le 6 mila presenze per incontri sulla carta privi di motivazioni.

Parliamo di un entusiasmo che andrà riversato in una campagna abbonamenti che, suggeriamo, potrebbe essere anticipata, per i super-sostenitori almeno, al mese di giugno. Arrivare a duemila tessere il 30 giugno darebbe una spinta impressionante alla società, alle sponsorizzazioni e persino ai calciatori che dovessero scegliere tra San Benedetto e un’altra città.

Senza dimenticare che qualche incasso sostanzioso in più, sia in campionato che nella poule scudetto, non sarebbe affatto da disdegnare.

 

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.804 volte, 1 oggi)