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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Sambenedettese sta proseguendo, senza sosta, la sua cavalcata trionfale per tornare in Lega Pro. Manca soltanto la matematica per certificare la vittoria in un campionato ostico e non scontato. Sicuramente, per quest’annata, i tifosi rossoblù ricorderanno a lungo le giocate e i goal di Mario Titone. Un vero fuoriclasse. Finora l’attaccante 28enne ha realizzato 16 reti in 28 presenze. Ma oltre ai goal ha donato al tifo sambenedettese prestazioni di notevole fattura. Ha conquistato i supporter rossoblu con il suo talento riscattando la prima annata in Riviera (in C1 nel 2008-09) che fu opaca e difficile. Da quel torneo Titone ha giocato successivamente in squadre e categorie importanti tornando alla Sambenedettese più forte e maturo. Abbiamo incontrato e intervistato il giocatore rossoblu per raccogliere i suoi pensieri su vari argomenti.

Mario, una tua impressione su questo campionato che state vincendo con pieno merito.

“Siamo molto soddisfatti del nostro lavoro. Abbiamo dimostrato partita dopo partita il nostro valore. Siamo un gruppo forte e unito. L’arrivo di mister Ottavio Palladini ci ha dato concentrazione e fornito fiducia in noi stessi dopo un inizio difficile. La società è composta da uomini seri e passionali. Tutti fattori ideali per svolgere un grande campionato e pensare in grande anche per il futuro. Vincere a San Benedetto, inoltre, è ancora più speciale data la bellezza immensa della nostra tifoseria. Stiamo vincendo soprattutto per loro che meritano categorie superiori alla Serie D”.

Stai giocando un torneo ad altissimo livello. Immagino che per te sia una grande soddisfazione data la tua esperienza non facile in Riviera nel 2008-09 in C1.

“Certamente. Quello fu un anno difficile coinciso con la retrocessione causata dalla sconfitta con il Lecco ai Play-Out. Erano presenti anche problemi societari. Inoltre con i supporter rossoblù ebbi un rapporto complicato. Adesso è un’altra storia. La società è solida ed io ho dimostrato ai tifosi che sono maturato. Il Titone di quell’annata era un giocatore molto giovane e fragile. Le mie prestazioni sul campo sono la prova lampante della mia maturazione. Sono molto soddisfatto. Qui sto bene. Ripeto, vincere a San Benedetto è speciale”.

L’anno scorso hai dato spettacolo con il Siena vincendo il campionato di Serie D. Che ricordi hai della Toscana? Come sei arrivato, in seguito, a San Benedetto?

“Sono molto legato a Siena. Ho vissuto lì da quando avevo sei anni. Sono cresciuto in quella città. Ho fatto anche il raccattapalle da ragazzino. L’anno scorso è stato tutto molto bello. Sinceramente sarei rimasto pure in Lega Pro ma non andavo d’accordo con il nuovo mister. Questioni tattiche. Con la società avevo e ho ancora adesso un ottimo rapporto. Peccato. Dopo Siena andai per un mese a Gubbio ma in squadra c’era molta confusione. Non si sapeva se avremmo disputato la Lega Pro o la Serie D. Poi arrivò la chiamata della Sambenedettese e accettai. Decisi di tornare per tre motivi: volevo mostrare a San Benedetto il mio vero valore, volevo vincere qui perché è un ambiente fantastico e infine sarei stato ancora più vicino alla mia ragazza, Valentina, che abita in Riviera”.

Hai giocato in squadre e categorie importanti. Spicca la tua militanza nel Sassuolo in serie B. Quali sono le tue impressioni a riguardo?

“In serie B avevo giocato prima a Pisa poi in serie C1, oltre alla Samb, ho militato nel Sansovino e nella Virtus Lanciano dove conquistammo ai Play-Off la serie B nel 2011-12. In seguito ebbi una breve esperienza nella serie A rumena prima di tornare in Italia al Bisceglie, Matera e Siena. Devo ammettere che il Sassuolo (2009-10 e 2010-11) fu un treno importante. Ho un po’ il rammarico di non esserci rimasto a lungo ma dopo la prima stagione molto positiva ebbi problemi fisici. Peccato perché già all’epoca s’intuiva la forza del gruppo Mapei consolidata con l’approdo in serie A. Ho un ottimo ricordo e tuttora sono contento delle prestazioni dei neroverdi nella massima serie. Ho imparato e dato tanto, come nelle altre esperienze calcistiche. Sia positive sia negative. Ho voglia di tornare presto in quei palcoscenici importanti, magari con la Sambenedettese”.

Conosci molto bene la città e hai trovato anche l’amore in Riviera.

“Esatto. Sto insieme a Valentina da sette anni. Viviamo insieme a Grottammare con sua figlia Gioia. Stiamo bene insieme e pensiamo a unirci, prossimamente, in matrimonio. Valentina ha aperto recentemente una parrucchieria a San Benedetto. La Riviera è un posto bellissimo. Stiamo molto bene qui. Un ambiente ideale per qualsiasi famiglia”.

Fuori dal campo di gioco hai qualche particolare interesse?

“Oltre a stare in compagnia di Valentina e Gioia mi piace fare cene e uscite con i compagni di squadra. Siamo un bel gruppo e ciò certifica la nostra grande unione anche fuori dagli allenamenti e dalle partite.

Da ragazzino qual era il tuo idolo calcistico?

“Ero fissato con Roberto Baggio. Cercavo d’imitarne tutte le giocate. Era un giocatore fantastico, un vero e proprio esempio per tutti”.

Chiudiamo con una battuta: ultimamente qualche tifoso ti ha rimproverato di passare poco il pallone in campo…

“Non si può piacere a tutti. Rispetto comunque qualsiasi opinione e critica. Io in campo cerco sempre istintivamente la giocata. Per la mia squadra e perché mi diverto. Il calcio è soprattutto divertimento. Si gioca bene se ci si diverte. E’ vero che magari in qualche circostanza ho esagerato però senza cattiveria o egoismo. Sono fatto così. Nonostante ciò so comunque benissimo che il collettivo viene prima di tutto. E lo stiamo dimostrando ai tifosi conquistando la tanto ambita promozione in Lega Pro”.

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