SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un Calabresi sorvegliatissimo accoglie Matteo Salvini, domenica pomeriggio. In una città in festa per la promozione della Sambenedettese in Lega Pro, il leader leghista cattura più sostenitori che antagonisti, a differenza di un anno fa.

Il comizio a porte chiuse si rivela decisivo. Piazza Giorgini è invasa da camionette e pattuglie di Polizia e Carabinieri, le persone che entrano in hotel vengono perquisite dalla testa ai piedi.

Tanti i curiosi, assenti gli oppositori. Cambia poco: lo staff di Salvini opta per l’ingresso secondario di Via Milanesi.

Nella Sala Smeraldo si contano oltre 200 presenti. Salvini – che alla felpa preferisce una polo verde – ripropone i suoi cavalli di battaglia: sicurezza, immigrazione, made in Italy e famiglia tradizionale: “Sono contro le adozioni gay, spero di poterlo ancora dire. Io rispetto le scelte di vita di tutti, non mi interessano i gusti sessuali delle persone. Lo Stato non deve entrare in camera da letto, ognuno faccia quello che vuole senza essere discriminato. Ma non posso accettare il fatto che una minoranza decida sulla pelle dei bambini”.

Il trionfo dei rossoblu non passa inosservato: “Oggi siete in festa per le vittorie calcistiche. Vi invidio perché da milanista non ho niente da festeggiare. Ma sicuramente a San Benedetto qualcuno senza casa o senza lavoro c’è. Il voto del 5 giugno sarà sicuramente importante a livello locale, tuttavia può dare forza anche a me. Grazie a sale come questa andremo al Governo”.

Al suo fianco i segretari regionali di Lega e Fratelli d’Italia – Luca Paolini e Carlo Ciccioli – e il candidato sindaco Massimiliano Castagna. “Un centrodestra unito può vincere”, ribadisce quest’ultimo. “Faccio l’appello inverso a quello fatto nei giorni scorsi da Forza Italia: venite con noi. Siamo disponibili”.

Sottotraccia però qualcosa si muove. I contatti tra Fratelli d’Italia e berlusconiani sono costanti e continui. Che il centrodestra arrivi alle elezioni di giugno con due candidati è tutt’altro che scontato.

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