SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Entro un paio di mesi si dovrebbero avere maggiori informazioni riguardo il futuro delle trentamila concessioni demaniali italiane: entro la fine di maggio sembra ci sarà la sentenza della Corte di Giustizia Europea, che definirà se la proroga delle concessioni al 31 dicembre 2020 sia legittima o meno. Altrimenti, di fatto, tutte le concessioni italiane sarebbero dichiarate decadute al 31 dicembre 2015, e di fatto l’estate 2016 sarebbe “abusiva” su tutte le coste italiane.

Giuseppe Ricci e gli associati Itb, di ritorno da un partecipato convegno riminese al quale hanno preso parte circa 400 imprenditori balneari, alla presenza del ministro per le Autonomie Locali Enrico Costa, di diversi parlamentari di maggioranza e dell’assessore regionale al Turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini, minacciano a questo punto una serie diffusa di azioni legali: “La legge 125 del 2001 ci ha definiti imprenditori turistici ed è la stessa Unione Europea che, riconoscendo questa situazione, ha recentemente definito la nostra situazione come legittimo affidamento. Per questo motivo, qualora le nostre imprese fossero definite cessate, apriremo una serie infinita di contenziosi legali tale che lo Stato italiano sarà costretto a pagare cifre di risarcimento esorbitanti”. Inoltre la legge 88 del 2001 “ci ha riconosciuto il rinnovo automatico delle concessioni balneari stante il rispetto dei requisiti di legge”.

“C’è il danno biologico per una situazione di incertezza che si protrae artificiosamente da anni. Il danno economico, dovuto all’impossibilità di investire e rinnovare e di lavorare. E il danno da risarcire per l’avviamento e il valore dell’impresa. Questo dovrà pagare lo Stato o coloro che vorrebbero subentrare” continua Ricci.

Il quale spiega che “si è arrivati ad un punto di non ritorno, con la Cna che ha chiesto una proroga trentennale e altre associazioni che stanno tergiversando, non rendendosi neppure conto che ora è incerta persino la proroga di pochi anni. Le nostre proposte restano le stesse: sdemanializzazione dell’area del fabbricato commerciale o diritto di superficie. Oppure, come possibile grazie alla legge 185 del 2015, ridisegnare la linea demaniale regionale e ricomprendere gli chalet nell’area sdemanializzata. In questo modo salteremmo la Bolkestein” aggiunge il presidente Itb, il quale però fa notare “come la Regione Marche non stia agendo in questa direzione, nonostante l’esistenza di ben 2 mila concessioni demaniali e quindi 2 mila imprese diverse migliaia di famiglie che da un giorno all’altro rischiano di trovarsi sulla strada”.

Gaetano Napoli conferma: “Avvertiamo i politici, Regioni, Comuni e Stato, che noi ci metteremo gli avvocati e andremo alla conta chiedendo fior fiore di risarcimenti”.

 

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