SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Auditorium-Sgarbi, un amore impossibile. Sei anni fa il giudizio sulla sala Tebaldini fu categorico: “Nemmeno un maniaco sessuale oserebbe progettarla”.

Stavolta il critico d’arte rincara la dose: “Siamo in un posto bruttissimo, sembra di essere in Kosovo dopo i bombardamenti. E’ una cripta per catecumeni, tutta storta, l’avrà concepita un matto”.

Lunedì pomeriggio ad accogliere il Vittorio nazionale ci sono oltre 400 persone. L’arrivo – con mezzora di ritardo – è anticipato dagli applausi, ripetuti e scroscianti anche durante il suo lungo intervento.

Nel terzo volume de ‘Il tesoro d’Italia, da Michelangelo a Caravagio’, Sgarbi intraprende un lungo percorso che parte dalla grande pittura simbolica ed arriva al mondo della realtà, in cui tutto è vero e quotidiano. ‘Dal cielo alla terra’, come suggerisce il sottotitolo.

I richiami all’attualità sono insistenti. Sgarbi contesta la scelta di non trasferire i bronzi di Riace da Reggio Calabria a Milano, in occasione dell’ultimo Expo. “In Italia ci sono opere arte più protette di altre. Temevano che potessero correre rischi, ma il movimento della vita comporta un margine di rischio. Se mi domandi se possono spostarsi senza pregiudizio alcuno, è ovvio che ti risponda di no, ci può essere un incidente. Se però ragioni così allora non esci di casa. Fino al 1981 i bronzi potevano viaggiare”.

Nel libro nero dello scrittore finiscono le pale eoliche, i pannelli fotovoltaici, le bretelle e le rotatorie: “Nel tragitto tra Urbino e Pesaro se ne contano ventidue”.

Sgarbi provoca, apre parentesi, snocciola battute ed aneddoti. Arriva persino a proporre il proibizionismo per l’arte: “Non si può imporre una cosa piacevole, finisci con l’odiarla. La storia dell’arte a scuola andrebbe censurata così da generare curiosità, attualmente ha lo stesso valore dell’ora di religione”.

Bocciata senza appello l’architettura contemporanea, “capace di annientare in mezzo secolo tutto ciò che di buono era stato costruito nei secoli precedenti. Dal 1949 ad oggi è stata una catastrofe”.

L’incontro è stato organizzato da Alberto Tommolini.

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