SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E cinque. Tante sono le mensilità di arretrato che i dipendenti della Casa di Cura Stella Maris hanno maturato senza corresponsione degli emolumenti previsti. E l’accorso dello scorso 30 marzo, sottoscritto in Prefettura tra la proprietà della Stella Maris, l’Asur e i rappresentanti sindacali, rischia già di naufragare. La proprietà ha presentato una richiesta di “Concordato in bianco” al Tribunale di Ascoli ma nonostante questa decisione l’Inps non rilascia ancora il “Durc” positivo, documento che attesterebbe la regolarità dei versamenti contributivi.

Questo perché nonostante la Stella Maris dovesse ricevere un milione e 150 mila euro dall’Asur/Area Vasta 5 per le prestazioni sanitarie degli scorsi mesi di gennaio e febbraio, ciò non andrebbe a bilanciare il debito accumulato dalla stessa proprietà nei confronti dell’Inps. La somma stanziata dall’Asur avrebbe coperto tre mensilità e mezze a favore dei dipendenti, rispetto alle cinque al momento mancanti.

“L’emissione del Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva) negativo, formalmente – scrive la Cisl – impedisce all’Asur/Area Vasta 5 di liquidare le fatture emesse dalla Casa di Cura e con esse le retribuzioni del personale dipendente. Nelle prossime ore sono previsti incontri tra i Rappresentanti delle Istituzioni coinvolte al fine di individuare una soluzione alla problematica. E’ chiaro che qualora, nel giro di qualche giorno, non dovesse essere individuata una soluzione, la Cisl, a tutela del personale dipendente che da oltre cinque mesi opera con dedizione ed abnegazione senza percepire alcuna retribuzione, adotterà ogni utile iniziativa sindacale finalizzata al riconoscimento del fondamentale diritto dei lavoratori, senza esclusione di sorta”.

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