SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Chiamerò Margherita Sorge per consigliarle di riposarsi, vada fuori per un po’ di giorni”. Paolo Perazzoli torna a parlare dell’ex assessore, invitandola ad una pausa di riflessione. E’ ormai nota la volontà del medico sambenedettese di prendere parte alla formazione di una realtà alternativa al Pd. “Ha pessimi consiglieri – commenta il candidato sindaco – la stanno strumentalizzando facendole compiere una serie di errori”.

Gente che va, gente che viene. Appartiene alla seconda categoria Marco Calvaresi, che lunedì incontrerà Perazzoli per ufficializzare un accordo ormai siglato. “Assieme al mio gruppo ho deciso di non candidarmi a sindaco – annuncia il presidente del Consiglio Comunale – a volte fare un passo indietro e favorire un’aggregazione è segno di maturità. Abbiamo cercato fino all’ultimo di creare un polo dei moderati, riformisti e progressisti. Purtroppo non è successo”.

L’ambizione di Perazzoli è mettere in piedi una coalizione larghissima che vada dall’Udc a Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Dentro, oltre al già citato Calvaresi, anche San Benedetto per San Benedetto e i Socialisti (probabilmente senza Sestri e Laversa).

L’accordo sarebbe ad un passo. Le frizioni riguarderebbero più che altro la presenza dei singoli simboli in lista. Rifondazione e Comunisti metterebbero in piedi un civicone in due, ma la rinuncia all’utilizzo della falce e martello passerebbe per un’analoga richiesta all’Udc in merito allo scudo crociato. Le trattative sono in corso.

Capitolo chiuso invece con i vendoliani. “Venerdì ci siamo visti con Sel – prosegue Perazzoli – più che un dibattito c’è stata una presa d’atto. Ad influire è anche una strategia nazionale”. Simile il resoconto del segretario Giorgio Mancini: “Entrambe le formazioni politiche hanno ribadito le loro posizioni. Politicamente il Pd è impegnato a costruire una alleanza che parte dallo schema regionale, in cui il partner fondamentale è l’Udc, coperto da qualche foglia di fico. Per noi quello non è più il centrosinistra ma il partito della nazione. Poi ci sono le questioni programmatiche affrontate solo in piccola parte, prima che il candidato sindaco se ne andasse”.

Proprio a proposito del programma, i gruppi di lavoro consegneranno una documentazione completa entro il 20 aprile. Questa verrà successivamente posta all’attenzione del Pd e degli alleati.

“Tante persone, concentrate su temi specifici, guardano al futuro di San Benedetto e, guidati dal candidato sindaco, voltano pagina e fanno politica”, scrive con orgoglio il renziano Tonino Capriotti. “Dall’altra parte vedo l’atteggiamento esattamente opposto, sostenuto dagli esperti che dovrebbero insegnarci la politica. Unico problema sollevato? La deroga al terzo mandato. In una città piena di problemi su cosa ci si concentra? Sui posti. Questa è l’anti-politica”.

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