SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Venti giorni per conoscere il destino dei Poru. Se l’amministrazione vorrà portare in Consiglio Comunale i progetti dei piani di riqualificazione urbana, dovrà farlo entro il 20 aprile.

Andando alle urne il 5 giugno, l’attuale consiglio comunale smetterà di deliberare (se non per casi ritenuti eccezionali) dal 45esimo giorno antecedente la data delle elezioni.

Le questioni più contestate rimangono quelle di Area Mare ed Edilcomar. Qualora il sindaco Gaspari decidesse di premere sull’acceleratore, l’approvazione del documento sarebbe tutt’altro che scontata.

La vittoria di Perazzoli ha ridisegnato gli equilibri. Se Pierfrancesco Morganti era contrario ai due Poru già dai tempi del sostegno alla Sorge, la posizione si è ulteriormente rafforzata dopo il 6 marzo.

Discorso simile per gli altri esponenti portodascolani e per Marco Calvaresi. Il presidente del Consiglio è vicinissimo ad un accordo elettorale col candidato sindaco del Pd, motivo per cui è assai improbabile una presa di posizione pubblica opposta alla linea perazzoliana. “Gaspari sia saggio e si fermi”, ha dichiarato l’ex consigliere regionale. “Se la Vas desse esito favorevole, sarebbe difficile opporsi. Cercherei a quel punto di discutere con i privati”.

Sfogliando la rosa dei consiglieri, non va dimenticato nemmeno il ruolo dei Socialisti e dei Verdi. Laversa e Marinucci si sono sempre espressi negativamente. I nuovi scenari politici, seppur turbolenti, non dovrebbero stravolgere una convinzione motivata a più riprese a commercianti e residenti di Via Mare.

Mancherebbero dunque i numeri, con il serio rischio di chiudere il decennio amministrativo con un roboante scivolone.

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