FERMO – Lo avevano contattato proponendosi come mediatori per la vendita di un’ automobile ma poi il presunto acquirente non si era presentato  e lui era stato malmenato con una spranga di ferro e rapinato della sua autovettura e di 3 mila euro.

Tutto questo era stato raccontato agli investigatori della Polizia di Fermo da Y. M., cittadino tunisino 40enne residente a Fermo e aggredito il 27 febbraio nei pressi del distributore Tamoil della Girola suscitando qualche perplessità in ordine ai motivi dell’aggressione senza dubbio però molto violenta (al malcapitato erano state riscontrate numerose ferite lacero contuse ed un trauma cranico con frattura ossea occipito-temporale, con prognosi di venti giorni).

I poliziotti hanno denunciato i due nordafricani conosciuti dalla vittima (M. K. tunisino del 1969 e Z. K. marocchino del 1986) all’autorità giudiziaria chiedendo nei loro confronti l’applicazione di una misura cautelare.

Su richiesta della Procura della Repubblica, quindi, il G.I.P. presso il Tribunale di Fermo ha emesso nei loro confronti  due ordinanze di custodia cautelare che sono state eseguite dopo accurate ricerche dei malviventi irregolari sul territorio nazionale e senza fissa dimora.

La prima è stata eseguita venerdì 25  marzo quando, poco dopo la mezzanotte Z. K. è stato rintracciato fuori di un locale notturno di Porto San Giorgio che gli uomini del settore anticrimine del Commissariato sapevano essere stato frequentato in passato dal ricercato.

Il 30 marzo è stata la volta di Y. M. che è stato rintracciato, sempre dagli agenti del settore anticrimine di Fermo con l’ausilio della Squadra Mobile di Macerata,  in un edificio abbandonato di Civitanova Marche dove si era rifugiato dal giorno della rapina.

Entrambi sono quindi attualmente associati alla casa di reclusione di Ascoli Piceno a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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