SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Spero che il buon senso prevalga e non si arrivi a concedere deroghe per il terzo mandato consecutivo”. Fabio Urbinati annienta le ambizioni di chi, all’interno del Partito Democratico, intende riproporsi alle elezioni nonostante i dieci anni passati in giunta e in Consiglio.

Destinataria principale della stoccata è, manco a dirlo, Margherita Sorge. “Le regole si rispettano – tuona il consigliere regionale – il grande risultato politico delle primarie va salvaguardato e valorizzato da tutti noi. Gli interessi della città e del partito prevalgano su altre logiche; temo che quelle che dovrebbero essere gestibili e fisiologiche fibrillazioni post voto, rischiano di trasformarsi in veri e propri ostacoli sulla strada indicata in maniera chiara e democratica da più di 7.100 cittadini”.

La storia è nota: l’ex assessore, dopo aver più volte annunciato in campagna elettorale che in caso di sconfitta non si sarebbe candidata (opportunità oltretutto negata dalle regole statutarie), avrebbe cambiato idea dando vita pure all’ipotesi della nascita di una lista alternativa al Pd.

Abbiamo sposato quasi tutti la strada del rinnovamento – prosegue Urbinati – non possiamo predicarlo e non praticarlo, troppo comodo. Le deroghe sono uno strumento da utilizzare solo in casi particolari, credo che come non se n’è avuta la necessità alle regionali dello scorso anno, non ne vedo la necessità ora”.

Intanto, Paolo Perazzoli è pronto per ripartire con gli incontri nei quartieri. Prima tappa, giovedì 31 marzo, al Bar Agraria. Seguiranno altri appuntamenti in Via Mare il giorno seguente e al Petit Cafè domenica mattina.

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