MONTEPRANDONE – Come ogni anno nel centro storico di Monteprandone il giorno di Venerdì Santo farà rivivere la Processione del Cristo Morto che si svolge nelle vie dell’incasato medioevale ininterrottamente dal 1859.
A coordinare la processione sarà il Parroco Don Gianluca Pelliccioni, aiutato dal comitato dei deputati del “Cristo Morto” e della Confraternita della Pietà e della Morte.
Il corteo processionale introduce la Croce e i simboli della passione, le sette parole dette da Gesù, le vergini vestite di bianco, le pie donne con i loro lamenti, le ragazze con le sette spade, la banda musicale, le autorità religiose e civili, la statua di San Giovanni, la preziosa statua della Madonna Addolorata. Si contano oltre 300 figuranti.
L’elemento artistico di maggior pregio è la bara realizzata nel 1847 a misura delle rue paesane dall’ebanista Sante Morelli, incaricato dalla Confraternita della Pietà e della Morte, con al suo interno la preziosa statua lignea del Cristo Morto realizzata dall’artista Emidio Paci.
Il paese è coinvolto in un’atmosfera resa suggestiva dall’illuminazione delle fiaccole.

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