SAN BENEDETTO DEL TRONTO – All’appuntamento col Pd regionale di giovedì pomeriggio Margherita Sorge abbandona la sua postazione nel bel mezzo dell’intervento di Paolo Perazzoli, evidenziando una volta di più il gelo in atto col trionfatore delle primarie del centrosinistra.

In sala consiliare si presentano tutti i partecipanti alle consultazioni. Una cartolina di armonia apparente che viene immediatamente stralciata, nonostante il segretario marchigiano Francesco Comi ci tenga a sottolineare come le voci di fratture nel partito siano relegabili a mere strumentalizzazioni giornalistiche.

A questo punto la possibilità della formazione di una lista autonoma capitanata dalla stessa Sorge si fa sempre più concreta, malgrado il regolamento delle primarie imponesse il massimo sostegno dei contendenti nei confronti vincitore della competizione.

Analogo il rapporto tra Perazzoli e Gaspari. Al tavolo dei relatori sono lontanissimi: uno all’estrema destra, l’altro sul fronte opposto. I due si ignorano, fino a quando il primo cittadino non prende la parola e stuzzica: “Sento dire che il Pd deve essere in sintonia con chi governa, è un messaggio positivo. Ma c’è stato un periodo nel quale in questa città si è teorizzato che il partito dovesse essere in contrapposizione con l’amministrazione comunale. Spero che questo principio venga assunto e che si sostenga lealmente il prossimo sindaco”.

La stoccata non sortisce effetto. Perazzoli preferisce concentrarsi sui temi della circonvallazione e della sanità: “Sulla bretella è importante trovare una soluzione praticabile, ci vorrà il consenso della Regione affinché il progetto rientri nelle priorità dell’Anas. Riguardo all’ospedale unico, non basta parlare, dobbiamo cominciare a fare qualche passettino concreto”.

All’incontro formativo ci sono anche la segretaria sambenedettese Sabrina Gregori, il capogruppo in consiglio regionale Gianluca Busilacchi, il consigliere regionale Fabio Urbinati e il coordinatore provinciale dei democrat Antimo Di Francesco. Non pervenuti il governatore Luca Ceriscioli e la vice Anna Casini, assenti pure in occasione del consiglio comunale aperto sullo stoccaggio del gas dell’11 dicembre scorso.

“Perazzoli è la persona giusta per guidare San Benedetto, alla luce della sua esperienza e storia politica”, asserisce Comi. “Il no ad un terzo mandato non è una scelta di Paolo, bensì una regola che si è data il partito ed è legittimo che il Pd chieda di estenderla agli altri alleati”.

Musica per le orecchie di Perazzoli, che sulla teoria del rinnovamento aveva incentrato l’intera campagna elettorale.

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