Da Riviera Oggi 1063

MONTEPRANDONE – Intervista al Presidente dell’Unione Italiana Libero Teatro Marche Quinto Romagnoli, a conclusione del Festival Regionale UILT Marche 2015-2016 svoltosi presso l’Auditorium Centro Pacetti di Monteprandone. Il Festival è stato vinto dalla compagnia “La Bottega delle Ombre” di Macerata, con lo spettacolo “Ladro di Razza”. Un successo per il numero sempre maggiore di spettatori che si sono interessati agli spettacoli proposti.

Per cominciare, cos’è la UILT e di cosa si occupa?
“La UILT è un’associazione di teatro amatoriale che in Italia ha 850 compagnie affiliate. Cura gli aspetti organizzativi e artistici delle compagnie, e programma manifestazioni con la loro collaborazione per animare i teatri storici del territorio in cui i professionisti normalmente non si esibiscono perché i comuni non hanno più fondi da destinare.”

Quanto tempo occorre generalmente per organizzare una manifestazione o uno spettacolo?
“Programmare le rassegne non è difficile: si inizia con un bando, poi si attende che arrivino le domande da parte delle varie compagnie. In seguito, una giuria seleziona le domande e le compagnie migliori sono chiamate alla rassegna in questione. Importantissima è la collaborazione del comune che possa mettere a disposizione uno spazio teatrale. Quanto ai singoli spettacoli, il tempo necessario dipende dall’importanza del lavoro: ci sono compagnie che si esercitano anche tre volte a settimana, ed in tre mesi allestiscono uno spettacolo, poi ci sono altre che avendo tanti impegni, poiché gli amatori hanno anche altre occupazioni, possono impiegare anche un anno.”

Qual è l’obiettivo della UILT? C’è un messaggio di fondo che si vuole trasmettere agli spettatori?
“Poiché l’Italia è uno dei paesi più importanti dal punto di vista della tradizione teatrale, specie con la commedia dell’arte, che si è diffusa in tutto il mondo, noi, come associazione, vogliamo tramandare quest’arte ed appassionare soprattutto i giovani, entrare nelle scuole, organizzare corsi di recitazione, e soprattutto educare i ragazzi al teatro, perché il teatro non è solo allestire uno spettacolo, ma si crea anche uno spirito di gruppo tra gli attori, che diventano strumenti di diffusione della cultura.”

Cosa rappresenta per Lei il teatro?
“Per me il teatro è una passione, che ho sin da ragazzino. Ho cominciato in parrocchia, dove ho imparato a cantare e a recitare, ed anche se poi ho intrapreso un’occupazione completamente diversa da quella teatrale, ho sempre partecipato a livello organizzativo alle attività di una storica compagnia teatrale di Macerata che si esibisce in tutto il territorio, ed ora a livello presidenziale con la UILT Marche fino alla scadenza del mio mandato.”

Crede che negli ultimi tempi ci sia stata una diminuzione o un incremento dell’interesse nei confronti del teatro? Come potrebbe evolversi l’arte del teatro in futuro?
“Purtroppo il teatro non si insegna nelle scuole, per cui molti giovani non sono molto attratti da quest’arte, o perlomeno sono attratti solo da qualche genere teatrale. All’estero, come in Inghilterra ed in Russia, i ragazzi seguono corsi di recitazione, e già tra i più giovani emergono grandi talenti. Siamo un po’ preoccupati perché vorremmo che la nuova generazione fosse più partecipe, però dall’altro lato la storia è stata di fatto sempre altalenante, per cui confidiamo che questo sia solo un periodo in cui essi si siano un po’ appartati dal mondo del teatro, e che in futuro quest’ultimo torni ad appassionarli.”

Compagnie teatrali amatoriali e professionali a confronto: è vero che a volte le prime possono essere anche più capaci di quest’ultime?
“Ci sono degli esempi, ma personalmente penso che non siano molte, perché il professionista ha comunque una marcia in più rispetto all’amatore, in quanto lo fa come attività. A volte le prove dell’attore professionista possono anche avere la durata di otto ore, mentre le prove dell’amatoriale sono molto più brevi. La preparazione dell’uno e dell’altro è differente, ma anche nelle compagnie amatoriali possono esserci dei talenti, che non hanno intrapreso la strada del professionismo, e che avendo trovato un’occupazione o avendo preferito occuparsi della famiglia hanno preferito la strada dell’amatore, e che non per questo siano meno capaci dei professionisti, anzi, sostenere le compagnie amatoriali è importante, per spingere a migliorarsi.”

Ultima domanda: è soddisfatto del Festival Regionale appena concluso?
“Questo teatro, qui al Centro Pacetti, sta maturando, così come l’interesse per il teatro in generale a Monteprandone. Si è iniziato pian piano, si è insistito nel proporre spettacoli teatrali in maniera continuativa con rassegne organizzate che comunque occupano un periodo lungo, da novembre a gennaio, per cui il pubblico ha cominciato a dare al teatro l’attenzione che merita, oltre a numerose compagnie: ne abbiamo scelte sette di venti che si sono proposte, ed il pubblico è rimasto piacevolmente sorpreso dalla qualità degli spettacoli. Siamo estremamente soddisfatti, perché abbiamo visto come sera dopo sera le presenze ai vari appuntamenti sono aumentate. Organizzeremo sicuramente un altro festival il prossimo anno, con l’aiuto del comune che sostiene le nostre attività. La tradizione teatrale di Monteprandone è molto giovane, specialmente se paragonata a San Benedetto o a Offida, ma dopo quarant’anni si sta nuovamente diffondendo, e di questo siamo felici, perché a noi, come UILT, sta a cuore non tanto ‘come’ si faccia teatro, ma che continui a vivere e ad appassionare la popolazione con il fascino che da sempre lo contraddistingue.

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 134 volte, 1 oggi)