SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Le regole che uno si è auto-imposto poi vanno rispettate”. Sandro Donati entra a gamba tesa su Margherita Sorge, intenzionata a mettere in piedi una lista esterna al Pd che includa la squadra dei suoi sostenitori alle primarie.

“Tutto è possibile – afferma l’ex assessore regionale – ma abbiamo visto tanta gente che ha abbandonato il partito facendo successivamente dei grandi tonfi. L’elettore non ti segue in blocco come può sembrare”.

L’ex esponente dell’Idv non si candiderà alle amministrative: “Dopo 15 anni in Regione la mia esperienza nella politica attiva è conclusa. Posso vantarmi di essere stato assessore, consigliere, capogruppo, presidente di Commissione. Appoggerò Perazzoli dall’esterno, come già ho fatto alle primarie. Darò una mano a Marco Curzi, spero abbia un ruolo di spicco nella futura amministrazione. Ma potrei anche sostenere altre figure, lavorerò dietro le quinte”.

Con Perazzoli, Donati fu assessore al Bilancio durante il suo secondo mandato: “La questione del terzo mandato è presente nello statuto del Pd, lui la sta solo estendendo come valore condiviso. Il mio auspicio è che Paolo si apra al centro e ai moderati e non si chiuda troppo a sinistra”.

A tal proposito, è ufficiale l’accordo tra Perazzoli e Domenico Pellei, consigliere comunale dell’Udc. L’esponente centrista ricopre attualmente un ruolo di minoranza nel civico consesso, ma ha aperto ad una prossima alleanza col Pd nel rispetto della linea dettata dalla Regione.

Ancora mistero invece sul destino politico di Marco Calvaresi. Il presidente del Consiglio Comunale ha abbandonato la scorsa estate il tavolo del centrodestra, ma farebbe fatica a riconoscersi in una coalizione comprendente l’estrema sinistra e Pellei.

Infine, è elevato il grado di irritazione tra le fila dei Socialisti. Il veto sul terzo mandato escluderebbe dai giochi Leo Sestri, che vanta il record di tre assessorati consecutivi in altrettante giunte (una di Martinelli, due di Gaspari). Se Perazzoli dovesse insistere con la negazione della deroga, il Psi potrebbe abbandonare la coalizione.

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