SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A commento delle dichiarazioni rilasciate durante il consiglio comunale del 10 marzo dal consigliere comunale dei Socialisti Pino Laversa e dal sindaco Giovanni Gaspari, ci piacerebbe inviare due “Sms” pubblici e chiari, proprio perché non molto chiari sono le loro dichiarazioni.

PINO LAVERSA Dice Laversa: “In questi dieci anni abbiamo realizzato tante cose, credo fermamente che il nostro limite sia stato quello di non essere riusciti a trasmettere all’opinione pubblica il messaggio degli obiettivi conseguiti. Parte dei media locali ci hanno remato contro per partito preso“.

Sono esattamente le stesse dichiarazioni dell’ex assessore Sorge. Ora Laversa, che è un uomo esperto, non può permettersi di lanciare il sasso e nascondere la mano. Ovviamente è legittima la critica, quanto sarebbe opportuno capire a quale “parte dei media locali” che sarebbero venuti meno alla loro funzione “per partito preso”, Laversa si riferisca. Sono affermazioni che vanno specificate. Laversa specifichi espressamente a quali “media locali” fa riferimento. A quel punto ognuno trarrà le sue considerazioni ed eventualmente agirà di conseguenza.

Restiamo a sua disposizione per approfondimenti.

GIOVANNI GASPARISicuramente c’è stato un difetto di comunicazione, ma per comunicare bene bisogna essere in due“. Il sindaco ripete quanto detto da Margherita Sorge e Pino Laversa. In parte ha ragione: per comunicare bisogna essere in due ma se all’8 marzo scorso l’ufficio stampa comunale ha inviato ben 91 comunicati, praticamente da noi tutti pubblicati (lo stesso per altre testate, chi più o chi meno) si intuisce che il “secondo” è il popolo sambenedettese. A cui si aggiungono conferenze stampa, Bollettino Municipale, incontri continui di assessori e consiglieri con i cittadini. Se poi per mesi i quattro candidati del Pd alle primarie hanno battuto quartiere per quartiere, strada per strada in decine e centinaia di incontri pubblici ricevendo quasi sempre dure critiche contro l’Amministrazione Gaspari, allora sorge il dubbio che il difetto di comunicazione non sia della stampa o peggio dei cittadini, ma in questo tango chi non balla è proprio l’Amministrazione che si è messa i tappi alle orecchie e il prosciutto negli occhi e di conseguenza parla per astrazioni.

I candidati alle Primarie sono stati costretti, persino quando considerati vicini all’amministrazione, a distaccarsene perché attorno ad essa vi era un terreno bruciato di dissenso. Non ve lo diranno pubblicamente, certo, ma così è stato.

Quanto alla comunicazione il sindaco Gaspari è stato il principale artefice di un disastro comunicativo nei confronti del nostro giornale:

  • Nell’ottobre 2011 di fronte a continui rimandi per averlo nostro ospite in trasmissione, dopo che lo era diverse volte in campagna elettorale, l’ufficio stampa ci spiegò che avremmo dovuto inviare una lettera protocollata per invitare il sindaco. Cosa che arrivammo a fare – inauditamente – senza ottenere mai risposta, non si capisce se per sbadataggine, indifferenza o volontà di umiliare. Il sindaco dunque si è escluso al confronto comunicativo. Ed ora sentir parlare di problemi di comunicazione fa tenerezza.
  • Il sindaco Gaspari ha più volte escluso dalle conferenze stampa e dai comunicati Riviera Oggi, persino quando ricordava in qualità di primo cittadino tragedie come i morti per terrorismo e per la Liberazione. Qui il sunto dell’Ordine dei Giornalisti circa il comportamento del sindaco.

Ci piacerebbe, invece, concludere i dieci anni di mandato dando la possibilità al sindaco Gaspari di colmare eventuali difetti di comunicazione partecipando ad un nostro “A tu per tu“. Si tratta di avere un microfono, come i giornalisti, e rispondere a domande nostre e dei cittadini. Armi pari, per usare un linguaggio terra terra. Nulla di più democratico. Altri mezzi, cari Gaspari e Laversa, sono a noi sconosciuti.

 

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