SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Caos totale nel Pd dopo la vittoria alle primarie di Paolo Perazzoli. Il trionfo dell’ex consigliere regionale ha scatenato le ire degli sconfitti e, al contempo, ringalluzzito centrodestra e Movimento Cinque Stelle.

Perazzoli, per anni espressione della minoranza dei democrat, ha ribaltato il tavolo. “Chi ha governato in questi dieci anni ceda il passo”, ha ripetuto per l’intera campagna elettorale. Un messaggio non rivolto ai soli assessori, ma anche ai consiglieri comunali. Prevedibile quindi l’insurrezione di chi si sente fin da ora tagliato fuori dalla futura esperienza amministrativa.

Tra i più delusi c’è di sicuro Margherita Sorge, la grande sconfitta di queste primarie. L’ex assessore in questa settimana ha già incontrato per tre volte il sindaco Gaspari, col quale avrebbe condiviso l’analisi del voto non senza recriminazioni.

I sostenitori della Sorge paiono i più decisi ad osteggiare la corsa di Perazzoli. Fu però proprio il medico sambenedettese, in occasione dell’ufficializzazione delle sue dimissioni, a promettere massima collaborazione in caso di sconfitta elettorale.  “Se perderò le primarie – dichiarò il 1 febbraio – tornerò al mio lavoro, impegnandomi ugualmente all’interno del partito. Aiuterò il candidato del centrosinistra a vincere, chiunque sarà”.

Inoltre, l’articolo 7 del Regolamento delle Primarie firmato da tutti e quattro i partecipanti un mese fa, recitava: “Ciascun candidato si impegna a sostenere lealmente il candidato vincitore al massimo delle proprie capacità”.

Ad oggi è concreta l’ipotesi della composizione di una lista antagonista. Ma chi potrebbe capeggiarla? Difficile possa trattarsi di Paolo Canducci, visto che sul suo nome non si riuscì a trovare l’intesa quando si dovette individuare un rappresentante esterno al Pd da far gareggiare alle consultazioni del 6 marzo.

Il Psi, dal canto suo, nega che esista un’incompatibilità aprioristica con Perazzoli: “Nel 2001 scegliemmo di andare da soli – ricorda Leo Sestri – ma alla base c’era un problema politico. Non volevamo che i Prusst andassero avanti, fu una battaglia urbanistica. Qui non mi pare ci sia una questione politica, siamo disposti a dialogare. Noi siamo legati al Pd a livello governativo e regionale, aspettiamo di essere contattati. In queste primarie non ci siamo impegnati per portare voti a Tizio o Caio. Se qualcuno di noi lo ha fatto, è stata una mossa autonoma”.

Lunedì il Pd si confronterà per la prima volta dopo il voto in occasione dell’Unione Comunale. Intanto, Perazzoli ha rimesso in moto la macchina organizzativa per le elezioni di giugno. Sabato, alle 15.30 presso il Circolo Mare Bunazz, svolgerà una riunione politica col comitato dei sostenitori.

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