RIMINI – Importante risposta delle Forze dell’Ordine nel contrasto ai reati di truffa che stanno colpendo in modo indiscriminato le fasce più deboli, in particolare gli anziani. Nel tardo pomeriggio del 7 marzo i carabinieri del Nucleo Investigativo di Rimini sono intervenuti, arrestando in flagranza di reato, due pregiudicati di origine campana ma residenti a San Benedetto del Tronto che avevano appena portato a termine un colpo ai danni di un anziano (classe 1947).

L’operazione è stata resa possibile grazie alla segnalazione di una diligente cittadina di Rimini che segnalava la presenza dei due malviventi a bordo di un’autovettura bianca aggirarsi nella zona di Borgo San Giovanni con fare sospetto. La solerte “vedetta”, nella segnalazione, riusciva a dare anche le indicazioni di targa. Dopo un rapido controllo sulla banca dati emergeva che il veicolo risultava intestato ad una  società  di noleggio, fatto che insospettiva molto per analogie con altri episodi riscontrati nel corso delle indagini da altri Reparti dell’Arma. L’auto veniva agganciata da una pattuglia in borghese, in servizio proprio per la repressione dei reati di truffa, che si metteva alle costole, in modo defilato, dei due individui, osservandone i movimenti.

Compreso che gli stessi non sembravano proprio uomini d’affari, anche perché entravano in condomini e caseggiati, con la stessa tecnica:  uno rimaneva a bordo dell’auto in attesa del compagno che era l’unico a citofonare ed entrare nei portoni, per uscire dagli stessi dopo pochi minuti. Osservato questo movimento nella zona di San Giovanni, via della Fiera e nei pressi di via Mazzini, si decideva di procedere al controllo degli stessi quando si portavano nella zona di via dell’Acquario dove citofonavano ad un caseggiato con quattro appartamenti. Il dispositivo del Nucleo Investigativo, rafforzato con ulteriori tre pattuglie, si predisponeva, precludendo ogni possibilità di fuga ai due soggetti, attendendo il momento opportuno per l’intervento. Non appena il malvivente veniva visto uscire dal portone del piccolo condominio, scattava rapidamente il blitz dei militari dell’Arma che bloccavano l’uomo mentre il complice, che aveva cercato di dileguarsi con l’auto, veniva anch’egli fermato dalle pattuglie strategicamente schierate.

Gli accertamenti immediati permettevano di appurare che alla vittima inconsapevole erano stati portati via la somma di 350 euro. La tecnica usata dai due pregiudicati è quella ormai nota alle forze dell’ordine: uno dei compari chiama l’anziano, qualificandosi come carabiniere e rappresentando uno scenario tragico circa il coinvolgimento di un figlio in un incidente stradale, per il quale si prospetta la prigione in caso di mancato pagamento di una consistente somma di denaro. La grave notizia per l’attempato genitore genera preoccupazione e panico divenendo facile preda di questi malintenzionati che stordiscono la preda prescelta con una serie di operazioni per non consentirgli di pensare e fare mente locale a quanto gli sta succedendo. Subito dopo si presenta a casa un altro fantomatico carabiniere che chiede il denaro e quasi sempre cerca di appropriarsi di effetti in oro o altri beni, per dileguarsi successivamente.

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