Cupra Marittima. Si è svolto sabato scorso presso la sala della Malacologia di Cupra Marittima il seminario sulle fusioni e in particolare sulla realizzazione di una Grande Città che comprenda i comuni di Acquaviva Picena, Cossignano, Cupra Marittima, Grottammare, Massignano, Monsampolo del Tronto, Montefiore, Monteprandone, Ripatransone, San Benedetto del Tronto.

Dieci comuni dieci che diventino un unico territorio con un solo sindaco, un solo Comune, un nome diverso da tutti gli altri. È quello che auspica il Comitato “Città Grande, Oggi, si può” ma è anche il territorio che la stessa Istat ritiene omogeno su tutti i fronti (alcuni già attuati) e quindi ideale per una sua fusione e semplificazione, benefici statali a parte.

Nella conferenza che ha visto la presenza di Giancarlo Verde, funzionario dello Stato italiano esperto nelle economie comunali, di Daniele Angiolelli, consulente esperto per aver contribuito al progetto Nuova Pescara. Durante l’incontro contributi video della ricercatrice bresciana Anna Lazzarini autrice del libro “Polis in fabula” e del presidente di Identità comune per “Chivassese, perché non un unico comune?” Carlo Fontana.(www.youtube.com/watch?v=YxX4vYqG4Vo). Molto utile anche un’intervista sull’argomento a Tomas Carini. Potete trovarla nella rete.

È stata una mattinata tanto piacevole quanto interessante nella quale si sono succeduti pareri favorevoli e contrari. In particolar modo tra i due giovani sindaci Massimo Romani (componente del Comitato organizzativo) di Massignano e Roberto De Angelis, di Cossignano. Le motivazioni di quest’ultimo pur dettagliate e precise si possono sintetizzare nel concetto che, se i comuni non riescono a sopravvivere la colpa è dell’ente centrale cioè dello Stato che, per proprie colpe, sta attraversando una grave crisi economica senza precedenti. È anche vero ma io la paragonerei ad un grande terremoto nel quale viene data più importanza alla causa che alla ricostruzione delle case, tenendo conto dell’evoluzione dei tempi.

Erano presenti tutti i dieci componenti del Comitato “Oggi, si può” mentre sul palco, oltre a Massimo Romani, per la parte tecnica e per la conduzione sono saliti Riccardo Ricci, Carlo Clementoni e Guido Benigni che si è fatto apprezzare per un intervento sul futuro della nostra penisola.

Il seminario si è concluso con le parole dei consiglieri regionali Urbinati e Giorgini i quali hanno ribadito che la Regione Marche è favorevole alla fusione tra Comuni seppur con motivazioni contrastanti. Urbinati ha ricordato che la Legge sulle Fusioni si chiama Del Rio che è del Partito Democratico.

Tutto vero mentre non è vero che la politica sambenedettese, già da alcuni anni, è favorevole alle fusioni. Falso perché il sasso sul lago delle fusioni è stato gettato dal sottoscritto su input di Nazzareno Torquati e Mauro Calvaresi nel 2004. La politica già da allora a parole si dichiarò favorevole ma, sotto sotto, ha fatto del tutto affinché la fusione restasse ferma alle dichiarazioni. Da quei giorni sono passati ben 12 anni, durante i quali nulla è stato fatto di concreto per l’evidentissimo motivo che la fusione porterà alla diminuzioni di amministratori pubblici, da circa 150 a circa 30. Avessero fatto qualcosa, il comitato “Oggi, si può” non sarebbe nemmeno nato.

Più realistico anche se parziale l’intervento di Peppe Giorgini sulla possibilità che le decisioni vengano lasciate al popolo. Non ha invece ricordato alla platea un’altra sua convinzione, quella che la Regione Marche vuole sì le Fusioni ma per la formazione di Comuni comunque piccoli mentre vedrebbe la nascità di una Città Grande di circa 100 mila abitanti come un’alternativa fastidiosa ad Ancona e Pesaro. Un aspetto che probabilmente il consigliere regionale Urbinati non aveva, in buona fede, ancora colto.

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