SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I ripetuti scandali relativi alle primarie del Pd non intaccano il risultato e la correttezza formale di quanto avvenuto a San Benedetto. Sulla loro “formalità” ne parleremo in altro articolo. Certo è che un elemento politico rilevante emerge sia dal voto che dalle ore immediatamente successive al 6 marzo. Ovvero che i voti di chi ha scelto Capriotti e soprattutto Di Francesco e Sorge non sono in un congelatore pronto ad essere sbrinato a favore del vincente, Perazzoli. Anzi.

E dunque un bottino di 4500 voti circa, con effetto moltiplicatore in vista delle elezioni amministrative vere e proprie, viene ora conteso sia da chi si candiderà a sindaco sia da chi non farà parte della gara, almeno ufficialmente: è il paradosso di una politica che non è più neanche liquida, ma gassosa o, oseremmo dire, talmente eterea da sembrare inesistente.

Così la carta da giocare, prima di entrare effettivamente nei dettagli del programma, è quella di come isolare Perazzoli dal tesoro di voti delle Primarie. Se ci sono persino consiglieri comunali, come il sorgiano Liberati, che hanno pubblicamente dichiarato di non votare Perazzoli, non è raro ascoltare cittadini iscritti al Pd o super-simpatizzanti che ribadiscono che non voteranno il vincitore delle Primarie. Troppo forte il contrasto che si è creato in questi mesi o la delusione per aver visto il proprio favorito sconfitto.

Le opposizioni invece hanno almeno nel breve una carta da giocare, ovvero staccarsi nettamente da Perazzoli in modo da essere attrattivi dai delusi delle Primarie e, perché no, persino dai cespugli che fino ad ora hanno gravitato attorno al Pd. Persino in un’ottica ballottaggio perché è chiaro che le forze in campo non hanno la capacità di imporsi al primo turno, ma puntano a catalizzare su di sé coloro che si oppongono alla figura di Perazzoli.

Lo ha capito prima degli altri Giorgio De Vecchis, al quale l’intuito politico evidentemente non è mancato, e così, in un lungo post su Facebook, critica in maniera molto dura l’attuale candidato del Pd, ricordando i “Prusst, altro che i Poru di Gaspari”, le politiche a favore della “Grande distribuzione che hanno provocato il deserto tra i piccoli commercianti di Porto d’Ascoli e San Benedetto”, “l’aumento della tassazione e della spesa corrente per investimenti sbagliati come il Palacongressi e il Centro Agroalimentare”, “le promesse mirabolanti come quella di concludere il lungomare subito e ricavare gli 8 milioni necessari dalle tasse sui parcheggi e di soggiorno, ovvero aumentandole” e infine per “il silenzio sulla situazione ospedaliera e di Stella Maris”.

Aspetti che ovviamente potremo approfondire nella diretta “A tu per tu” con Giorgio De Vecchis programmata per giovedì 17 marzo.

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 982 volte, 1 oggi)