I nomi del seguente articolo sono di fantasia

Le tapparelle erano giù da mezzora, ma alle 7 del mattino di una domenica di luglio il sole era già alto e da qualche fessura due puntini bianchi e forti avevano raggiunto il soffitto facendosi puntare dagli occhi ancora sbarrati di Franco. Di prendere sonno non c’era verso: i pensieri si intrecciavano creando un mulinello senza fine tendente al basso. La cocaina o bamba come la chiamano adesso manteneva il suo effetto alto e la parte più pura era svanita in un attimo lasciando il posto ad un taglio di merda ed anfetamine che facevano il resto.

Solo sono solo ripeteva Franco a se stesso, ma allo stesso tempo la sua testa era piena di gente che parlava, urlava. Nella testa rimbombava un unico desiderio staccare la spina ed uscire da quell’incubo. Ma non si trovava la strada. Il pusher Johnny mandava un segnale ogni pomeriggio del sabato, si stabilivano quantità e modalità di consegna, giro di telefonate, amici poi serata ristorante disco e vai…

All’inizio era un evento saltuario, poi prese l’abitudine tutti i sabato, poi il venerdì poi… poi più spesso possibile. Aveva consapevolezza nei momenti di pur limitata lucidità di poter smettere quando voleva. Riteneva di avere ancora il controllo assoluto su se stesso e non si sentiva mai un tossico. Così si era ridotto Franco, 34 anni, famiglia benestante, di quelle che parlano poco, padre imprenditore edile che ha sempre pensato che il figlio (che ha fatto studiare) non ha le palle.

Mamma protettiva ed una sorella che non vedeva mai. Franco era insicuro, introverso, creativo e cupo. La bamba lo trasformava in istrione, loquace e simpatico dalla parlantina fine ed ironico, ma se non trovava nulla per il weekend non usciva di casa. La bamba governava insicurezze e certezze e dava sempre un’immagine di sé facile e disponibile. Lucia lo sapeva, a volte si faceva coinvolgere e pippava anche lei ma a volte riusciva a rimanere ferma e si preoccupava, aveva due persone davanti all’opposto l’una dall’altra: Franco the BAMBA e FRANCO X. E tutto il gruppo di amici erano più o meno così con qualche ragazza che per un tiro avrebbe fatto di tutto. Ma quella mattina Franco era più disperato del solito, il calo da coca è terribile, porta depressione ed ansia e conduce il cervello ai margini e Lucia gli aveva detto che sarebbe finita. Si mette le cuffiette ma neanche la voce di Jim Morrison riesce a consolarlo, il suo artista preferito, quello che diceva, in preda al delirio, d’aver lasciato un segno indelebile sulla terra mantenendo la sua bellezza in giovinezza per l’eternità.

Forse per la prima volta Franco stava pensando di chiedere aiuto.

Questa volta parliamo di droga, di cocaina, che ha invaso il mondo anzi conquistato il mondo. Lo stupefacente più subdolo, più cattivo, da troppi considerato ancora oggi solo come un passatempo. 

I soldi fatti dalle grandi organizzazioni criminali sono oramai riciclati nelle più grandi banche del mondo. Le organizzazioni mafiose fatturano 5 volte le più grandi multinazionali della terra messe insieme. E sono infiltrati in ogni dove. La cocaina è pericolosissima nei suoi effetti ed è terribilmente subdola, nichilista ,arrogante, individualista. Fa stragi di neuroni e chi la usa spesso si sento figo e di tendenza. Il nostro territorio ne è infestato. Bisogna creare la cultura della vita partendo dalle famiglie per toccare le scuole, le associazioni, i locali, i gestori, le chiese. Ci sono giovani con potenzialità enormi che vanno aiutati a crescere attraverso il dialogo e l’informazione.

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