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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Un risultato atteso”: queste sono le prime parole di Paolo Perazzoli, appena arrivato nella sede di via Manara assieme ai suoi sostenitori, arrivati dalla sede di via Balilla. E’ quasi la mezzanotte e anche se i dati ufficiali non sono disponibili, è ormai ufficiale che Paolo Perazzoli sia il vincitore delle primarie del Pd a San Benedetto.

“Sapevamo che ci sarebbe stata una grande partecipazione ma pensavamo che si fosse fermata a 6 mila votanti, 7 mila va oltre ogni previsione. Questo risultato denota che quando i cittadini vengono posti di fronte ad una scelta vera, vogliono partecipare e dire la loro. Questa è la verità e la scelta vera era se votare me, perché ero l’area più critica nei confronti dell’amministrazione comunale e della gestione del Partito” afferma il vincitore delle primarie.

“Credo che dobbiamo lavorare per creare un’alleanza larga, discutendo con il partito che credo avrò modo di incontrare nei prossimi giorni, ma dobbiamo creare una squadra molto larga che punti a rimettere in modo tutte le energie migliori, San Benedetto è cresciuta tanto ma ha smarrito il suo dinamismo. Per farla non serve un uomo solo al comando ma nemmeno una squadretta ristretta, serve una grande squadra con energie nuove”.

Per quanto riguarda i tre candidati sconfitti dalla sfida delle primarie, Perazzoli afferma: “Ne discuteremo, ma nel Pd c’è uno statuto che stabilisce che più di due mandati consecutivi non si possono fare”. Chiaro il riferimento a Margherita Sorge, che dunque, a meno di colpi di scena, non rientra nei piani di Perazzoli già in questa campagna elettorale.

“Sicuramente il buon ricordo dei miei anni di sindaco ha pesato, ma in questa campagna per le primarie che è stata vera, è contata la conoscenza della città. Ad esempio in un incontro con gli operatori turistici io ho detto che non avrei dimezzato il costo della sosta sul lungomare, mentre altri candidati (Di Francesco, ndr) hanno affermato cose diverse. Io non ho solleticato insomma i miei votanti, ho detto loro che se vogliamo finire il lungomare la sosta non la si può modificare, altrimenti potevano votare altri”.

“Vero, sono stato critico con Gaspari ma dico anche che il giudizio della città è peggiore di quanto possa meritare, a causa della politica di annunci che poi non hanno portato a nulla. Questo è un insegnamento per il futuro, ovvero quello di prendere impegni che si possono mantenere” conclude.

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