SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito una nota dell’architetto Farnush Davarpanah, dirigente Settore Progettazione e Manutenzione Opere pubbliche, in risposta a quanto segnalato da Giorgio Mancini di Sel e che coinvolgerebbe anche i Socialisti e forse parte del Pd.

Non comprendo da dove traggano origine le proteste pubbliche di alcuni esponenti politici che lamentano una difformità tra quanto deciso nelle riunioni di maggioranza e quanto contenuto nel progetto che si sta per realizzare.

La scelta di utilizzare una pavimentazione mista, in parte in palladiana in quarzite sul modello di quella di viale Buozzi, e in parte in “levocell”, del tipo utilizzato in viale Pasqualetti, è stata adottata nel rispetto di quanto più volte riferito in quelle riunioni. In tali sedi il sottoscritto e i tecnici del mio settore hanno sempre spiegato che la pietra palladiana non offre sufficienti garanzie per consentire un transito agevole alle carrozzine e pertanto si è scelto di realizzare una pavimentazione in parte con questo materiale e in parte con” Levocell”, superficie molto più liscia. Ho anche spiegato che questa soluzione consente di ottenere un risultato visivamente meno monotono. E’ vero che, durante i numerosi confronti sull’argomento, sono emerse delle perplessità ma mai è stata data una rappresentazione diversa della scelta progettuale adottata.

Voglio ricordare che il progetto è stato approvato dall’apposita commissione nominata nell’ambito dell’attuazione del Piano di Accessibilità Urbana nella quale sono presenti rappresentanti delle associazioni delle persone con disabilità, dalla Soprintendenza, che lo ha evidentemente giudicato conforme al principio di salvaguardia dell’idea originaria dell’ingegner Onorati, e infine dalla Giunta comunale con delibera del dicembre 2014.

Quanto all’illuminazione, è stato chiaro sin dall’inizio, ed è stato ripetuto pubblicamente anche in aula consiliare, che sarà replicata la scelta attuata sul lungomare sud, quella cioè di lampioni e di faretti a led collocati sotto le piante. Sono stati manifestati timori per una illuminazione insufficiente ma ho avuto modo di spiegare non solo che va rispettata la normativa in materia di inquinamento luminoso ma che le più recenti tendenze illuminotecniche prediligono scelte volte a moderare la luce artificiale anche in un contesto di risparmio energetico.

Mi assumo totalmente la responsabilità del progetto e respingo al mittente le accuse di scorrettezza avendo operato in perfetta armonia con le indicazioni dell’Amministrazione comunale e nel rispetto della distinzione tra atti di indirizzo politici e scelte gestionali che la legge ha fissato con nettezza oltre 20 anni fa.

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