CUPRA MARITTIMA – Promosso dal gruppo politico “Amici di Beppe Grillo” di Cupra, il progetto di fusione tra i comuni adiacenti al fiume Menocchia (Carassai, Cossignano, Cupra Marittima, Massignano, Montefiore dell’Aso e Ripatransone) vuol essere una concreta alternativa all’attuale progetto “Città Grande”, promosso da un comitato apartitico che proprio a Cupra Marittima sabato mattina (presso una sala della Malacologia) terrà un seminario per spiegare (con informazioni dettagliate) ai cittadini dei 10 comuni coinvolti tutti i vantaggi della soluzione che stanno studiando da almeno sei mesi.

Dichiara la portavoce del movimento Elena Russo: “la nostra idea non è il frutto di semplici decisioni partitiche. Essa ha come obiettivi principali, il ripopolamento dei paesi dell’interno, impedendo che questi subiscano la sudditanza dei comuni più grandi e quello di mettere Cupra al centro di un contesto cittadino, evitando di relegarla a semplice periferia di San Benedetto. Noi partiamo dal basso, dai cittadini, evitando di rendere una realtà cittadina qualcosa di troppo grande, di conseguenza anonimo e lontano dalle persone”.

Il relatore Massimo Traini segue questo progetto ormai da anni, ed è convinto di quanto possa esserci più correlazione tra i comuni della Val Menocchia piuttosto che tra quelli inclusi nel progetto Piceno Città Grande: “L’efficacia la si evince se si considerano i danni causati da alcune infrastutture situate nei pressi del torrente,n negli anni passati. Il nostro progetto mira perciò anche a un riequilibrio del territorio. Il progetto parla di fusione e non di incorporazione; i sei comuni partecipanti contano una popolazione di circa 15mila abitanti e quasi 160 chilometri quadrati di territorio”.

Venendo ad esaminare gli obiettivi principali e i dati tecnici raccolti:

  • La sede municipale, il distretto sanitario e la caserma verrebbero collocati al confine tra Massignano e Montefiore; baricentro dei comuni, ma anche zona accessibile al traffico. A disposizione anche mezzi di trasporto pubblico elettrici gratuiti, ma l’elemento primario è che si lavorerà ad organico pieno, senza alcun licenziamento tra i dipendenti pubblici.
  • Ci saranno apporti mirati alle economie dei comuni, i quali contano attualmente un indebitamento complessivo di 15 milioni di euro. Nello specifico si parla di una rinegoziazione dei mutui; poi acquisizione del 40 per cento dei trasferimenti del 2010, che ammonta a circa 10 milioni di euro, rateizzati in 10 anni; infine finanziamenti acquisibili trabite i BOC (buoni ordinari comunali)
  • Valorizzare a livello turistico, artigianale, industriale tutti i comuni senza schiacciarne le peculiarità
  • Utilizzo del leasing immobiliare. Per il cittadino è un metodo di finanziamento dull’immobile, per l’amministrazione è una possibilità di riscatto, evitando il conflitto di interessi. Il leasing eviterebbe che l’amministrazione si faccia carico della manutenzione ed eviterebbe altresì la cementificazione

Il progetto Fusione dei comuni della Val Menocchia, ponendosi in antitesi a quello di Città Grande “Oggi, si può”, potrebbe suscitare nei cittadini, specialmente in quelli cuprensi, alcune preoccupazioni. Prima fra tutti è che questo progetto voglia in realtà arrecare vantaggi prevalentemente ai comuni dell’interno, poiché a detta dei 5 stelle, l’altro progetto porterebbe per converso vantaggi esclusivamente a San Benedetto. Un altro timore consiste nel constatare la partecipazione del sindaco di Massignano Massimo Romani al comitato in favore del progetto Città Grande, uno dei comuni per cui si batte il progetto Fusione dei comuni val Mencchia. La Russo ritiene che Cupra sarà certamente il comune capofila e che i vantaggi sono ben equilibrati, soprattutto perché vicini alla gente. Riconosce però che finora è mancata una corretta comunicazione, e sostiene che creare nuovi comitati, a sostegno del suo progetto, sarà la soluzione a questo deficit, e ridurrà nettamente le incertezze a riguardo.

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