SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se i commercianti e alcuni residenti di via Calatafimi hanno chiesto all’amministrazione comunale di ripristinare il vecchio senso di marcia, una posizione opposta arriva da parte di altri residenti della zona che hanno inviato una lettera al sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari e all’assessore Luca Spadoni oltre che al presidente di quartiere Pierfrancesco Troli.

“Abbiamo potuto constatare che la scelta fatta dall’Assessorato alla Viabilità ha reso la zona più vivibile e sicura” scrivono i residenti. I quali poi elencano i benefici che la circolazione veicolare avrebbe ricevuto dalla nuova scelta:

Notevole diminuzione del traffico pesante: oltre 120 autobus al giorno circolavano in direzione nord/sud con destinazione stazione ferroviaria. La via è abbastanza stretta e i tali mezzi creavano, soprattutto nei giorni di mercato, ingorghi e colonne di auto che rendevano l’aria irrespirabile e la circolazione di pedoni e biciclette molto problematica (soprattutto le soste selvagge di auto), file con veicoli fermi per diverso tempo che, immancabilmente, emettevano gas nocivi. Questa situazione, che abbiamo subito per decenni con seria preoccupazione per la salute nostra e dei nostri figli, ora è migliorata. Inoltre era disagevole per gli autobus stessi immettersi contromano in Via Roma per raggiungere la stazione ferroviaria. Ora il traffico defluisce bene”.

Al secondo punto si afferma che vi è stata una “aumentata disponibilità di parcheggio, oltre alla sempre piena piazza San Giovanni Battista, ora anche nell via si trovano più parcheggi per le soste brevi dei clienti delle attività commerciali” e al terzo punto: “Con l’eliminazione del traffico pesante, sono terminate le terribili vibrazioni che da anni preoccupano non poco i residenti. Di giorno in giorno temevamo accadesse il peggio, poiché come noto la maggior parte delle case sono vetuste, prive di colonne in cemento armato e soggette a forti sollecitazioni provocate dagli autobus che transitantdo sopra gli affossamenti o buche causate dalla nota falda acquifera esistente nel sottosuolo provocano le oltre 120 scosse quotidiane”.

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