SAN BENEDETTO DEL TRONTO  – “Si aspetta che qualcuno ci resti ammazzato: ieri notte per un pelo non è successo”: Pierfrancesco Troli parla appena terminata una visita medica, a seguito delle ferite riportate durante l’aggressione avvenuta in via San Martino, attorno alle ore 1:15 del 28 febbraio. Una microfrattura allo zigomo, alcune ecchimosi e un problema alla mandibola: “I dottori sperano che sia fuoriasse a causa del gonfiore, quindi dovrebbe tornare a posto. Altrimenti c’è il rischio di qualche piccola frattura”.

Troli, presidente del quartiere Marina Centro, si trovava a pochi metri dal punto dove è iniziata la vicenda: “Passeggiavo in via San Martino, ho visto quello che stava avvenendo, e mi sono subito gettato per proteggere il ragazzo aggredito”. I giovani coinvolti avevano infatti tirato una bottiglia contro un’automobile: il proprietario, che si trovava in un vicino pub, se ne è accorto ed è uscito cercando di fermarli. A quel punto è iniziata una gragnola di calci e pugni: “Appena ho visto quanto stava accadendo sono partito per evitare il peggio. Vero, c’erano moltissime persone e se tutte fossero intervenute li avremmo bloccati, invece mi sono ritrovato solo“.

Ed un colpo molto forte lo ha tramortito: “Sono stato colpito in testa con qualcosa di metallico, non ho idea precisamente cosa fosse, se un tirapugni o una barra metallica o un mazzo di chiavi. Comunque ho sentito precisamente la differenza rispetto ad un pugno normale”. A quel punto “ho temuto il peggio, l’altro ragazzo era pestato a sangue, io ho un fisico più grande che ha attutito meglio i colpi. Mi sono accovacciato a terra, proteggendo la testa, mentre su di me sentivo calci e pugni. Sinceramente ho temuto il peggio, per un secondo ho pensato che avessero tirato fuori un coltello”.

Passato il grande spavento, è momento di riflessione. Troli non usa mezze frasi: “Siamo al punto di non ritorno, ne parliamo da anni ma non possono attendere che ci scappi un morto. Adesso è difficile parlare di rimedi, perché credo che la situazione sia stata fatta scorrere troppo e adesso non è tempo di rimedi. Va cambiato tutto. Non esiste che un piccolo locale possa rifornire 300 persone sulla strada, ad esempio.  Abbiamo poche forze dell’ordine presenti, bisogna arrivare a soluzioni radicali. Ma temo che non sarà così“.

“Sono convinto che sabato prossimo il centro sarà pieno di pattuglie, ma passata l’emergenza si tornerà al punto abituale, come al solito” termina sconsolato.

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