STADI E CONTI. Negli ultimi anni gli argomenti più gettonati hanno riguardato gli stadi di calcio sambenedettesi, il vecchio “F.lli Ballarin” e il nuovo “Riviera delle Palme”. Il primo per la sua nuova destinazione, il secondo per la sua bellezza architettonica e anch’esso per una destinazione futura più redditizia, in grado di ammortizzare nel più breve tempo possibile quello che è costato.
“Fratelli Ballarin”: visto lo spazio in cui si trova darei la preferenza ad una soluzione che miri principalmente ad aumentare l’appeal turistico della Riviera Picena, tralasciando l’aspetto calcistico che può starci ma solo a mò di ‘soprammobile’ in una sala bellissima. Non un campo da gioco perché ne abbiamo otto in 50 km quadrati più due da costruire a ridosso del Riviera delle Palme. Quindi dieci.
Un suggerimento me lo ha dato il presidente dell’Itb Giuseppe Ricci. Un “soprammobile” che potrebbe essere costituito da un enorme pallone (credo che un diametro di 20 metri sarebbe sufficiente) sospeso in aria (8-10 mt) e raggiungibile con un ascensore poco ingombrante. All’interno il plastico di quello che il “Ballarin” è stato con; al posto di gradinate e tribuna, un museo della Samb nel quale mescolare passato e presente. Quindi da aggiornare continuamente.
In alto perché la zona ha bisogno di ampio respiro per far sì che non sia più l’ostacolo visivo tra due lungomari oggi spezzati in due. Oso pensare ad una enorme prato verde e nulla più con due strade laterale decenti e protette. Spazio da utilizzare per concerti, grandi convegni all’aperto, eccetera. Non me intendo di manutenzione ma credo che con erba semi artificiale sarebbe minima. A contorno eleganti “cartelloni” pubblicitari studiati e posizionati da professionisti della comunicazione nei quali indicare tutte le bellezze di un territorio compreso in una ipotetica (per ora) Città Grande di 100 mila abitanti, tra Cupra Marittima a San Benedetto in riviera, tra Montefiore a Monteprandone in collina. Credo che una grande spesa servirebbe principalmente per il pallone sospeso in aria, ma anche che avrebbe un ritorno economico turistico e di immagine molto alto. Discutiamone.
“Riviera delle Palme”: inizio dicendo che nel 1985 vinse un premio europeo per la sua originalità e architettura. Quindi un gioiello intorno al quale si potrebbe far girare molta economia della riviera picena e dei territori circostanti. Innanzitutto con una squadra di calcio che torni a far parlare di se in Italia e nel mondo. Poi con manifestazioni delle quali parliamo da anni ma anche con strutture collaterali che possano far vivere quella zona tutti i giorni della settimana.

Per quel che riguarda il calcio, così com’è, ha bisogno soltanto di piccole rifiniture e di una pulizia costante. L’ultimo ostacolo , quello di metterlo a norma, pare che stia per essere superato. Con il vantaggio non indifferente di avere un signore come Franco Fedeli che vorrebbe mettere la sua firma sui futuri successi calcistici della nostra beneamata.
A questo punto però mi viene in mente che i circa 700-800 mila euro che sono stati necessari oggi per sistemarlo definitivamente (quasi) sono nulla rispetto alla spesa che fu necessaria per coprirlo totalmente: un perla sulla torta che lo rende ancora più attraente di come era stato immaginato all’inizio.

Un ragionamento che mi spinge a rivalutare chi ebbe l’iniziativa di renderlo come è oggi tra gli applausi iniziali di tutti i sambenedettesi, nessuno escluso. Uno su tutti Sergio Spina. Il suo, tra l’altro, non fu un azzardo, lo diventò dopo per sopraggiunte difficoltà prima inimmaginabili. C’è una sua intervista su queste pagine mai smentita quindi vera.

Sta di fatto che oggi lo stadio che la Figc vuole utilizzare per farci giocare la Nazionale è costato almeno tre volte di più di quanto è stato necessario per sistemarlo e metterlo a norma. Da quali tasche sono usciti quei soldi? Concludo con un’altra domanda che sorge spontanea: senza “spregiudicati” come Spina & C. avremmo oggi uno stadio completamente coperto e bello a vedersi, dentro e fuori?
Quando si parla di costi per il restyling di stadi costruiti trent’anni fa e delle dimensioni del nostro, le cifre non sono mai inferiori a 2-3 milioni di euro. San Benedetto e tutta la riviera ce l’hanno con una spesa pubblica molto inferiore. Giustizia per giustizia.

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.040 volte, 1 oggi)