SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è chi dice sì. I Poru spaccano ancora il Pd, con Gianluca Pasqualini che si scaglia contro Margherita Sorge: “E’ curioso che per ben cinque anni non abbia detto o fatto nulla su tali progetti, ed ora per accaparrarsi alcuni voti per le primarie dice di stralciare un unico progetto”.

Il consigliere comunale porta così alla luce tutte le contraddizioni di un Pd che ha cambiato posizione sui piani di riqualificazione urbana solo alla vigilia dell’avvio della campagna elettorale.

“Si deve ammettere che nel settore urbanistico abbiamo fallito; posso affermare però che è l’unico settore dove non siamo riusciti ad essere incisivi ed ad ottenere risultati significativi. Tutta l’Amministrazione, il sindaco, la giunta, gli assessori e la maggioranza hanno dirottato l’attenzione dal Piano Regolatore ai Poru. Oggi arrivati al passaggio concreto in Consiglio Comunale, tutti se ne stanno lavando le mani. Sì dico tutti, perché le imminenti elezioni amministrative e la falsa possibilità di perdere consensi elettorali sta facendo rinnegare tutto e tutti. Io sono convinto che il percorso debba essere terminato, e ciò non vuol dire approvare questo o quel progetto; c’è un iter da concludere, anche se ora si può solo iniziare l’ultima fase, perché la conclusione avverrà con la prossima amministrazione visti i tempi tecnici. Vedere ora i partiti della maggioranza ed alcuni consiglieri scagliarsi contro è per me un po’ troppo da metabolizzare. Le parole dell’ex assessore mi lasciano basito”.

Pasqualini ce l’ha anche con Pierfrancesco Morganti, che ha annunciato l’indisponibiltà a votare la delibera sul progetto Area Mare, qualora arrivasse in assise. “E’ curiosa la sua posizione. Senza alcuna informazione tecnica o valutazione ambientale, socio-economico e sulla viabilità, afferma che non voterà in Consiglio la possibilità di andare a Vas per un mero fine elettorale. Forse non ricorda che ha votato a favore sul percorso intrapreso. Ha votato gli indirizzi ed i paletti. Ora come se niente fosse vuole buttare a mare ben quattro anni di lavoro. Una cosa è certa: il sottoscritto è per procedere nel percorso avviato. Sono stati spesi troppi soldi per il Prg, ora per i Poru, per non far si che almeno si concluda il percorso intrapreso. Se così non fosse oltre al fallimento politico sull’urbanistica si aggiungerebbe un ulteriore danno finanziario alla città”.

L’esponente portodascolano avvisa che la delibera “dovrà contenere tutti i progetti, altrimenti è inutile che venga in Consiglio. Anzi, dico di più – conclude – sarò io a fare una azione di responsabilità verso gli uffici e la giunta per tutelarmi da eventuali strascichi economici giudiziali e penali”.

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