SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovanni Marucci non si ferma e parlerà dei motivi che l’hanno spinto alle dimissioni da consigliere comunale alla riunione provinciale del Movimento Cinque Stelle, che si terrà venerdì prossimo ad Ascoli: “Chiederò ufficialmente la lettura e l’analisi dei verbali, affinché la verità emerga interamente”.

Ma di quale verità parla Marucci? L’ex esponente dei grillini in assise smentisce categoricamente la ricostruzione secondo la quale il gruppo non fosse a conoscenza delle sue dimissioni. “Ne era a conoscenza già dal 10 febbraio. La sera del 15, proprio l’attuale candidato sindaco Giorgio Fede mi telefonò per farmi recedere, ma gli confermai che l’indomani avrei formalizzato le dimissioni. Fede si ripromise di richiamarmi anche il giorno seguente. Quella stessa sera Fede riferì al gruppo che avevo confermato la volontà di dimettermi. È per me quindi doloroso e inaccettabile leggere dai quotidiani che il gruppo di San Benedetto del Tronto non fu informato preventivamente. I fatti, dimostrati, confermano che non solo questa notizia non è vera, ma che la fonte di questa informazione ha mentito consapevolmente solo al fine di gettare discredito e delegittimare la mia persona e il mio operato politico di fronte alla cittadinanza”.

Lo strappo tra Marucci e il resto della squadra è maturato lo scorso 2 novembre, quando con 9 voti a favore e 8 contrari venne individuato come candidato sindaco dei pentastellati. Un risultato che però fu immediatamente contestato, a causa dell’assenza di unanimità. “Peppe Giorgini, Serafino Angelini e Laura Ciabattoni minacciarono la scissione se non si fosse annullata la votazione. Il gruppo a quel punto si bloccò ed iniziò un periodo snervante che ha avuto come epilogo le mie dimissioni. Senza questa imposizione antidemocratica sono certo che la vicenda avrebbe avuto un seguito molto differente”.

Nel mirino di Marucci finisce pertanto anche Fede ed il metodo di selezione che l’ha portato all’incoronazione: “La selezione del candidato sindaco come è stata effettuata? La votazione è stata preceduta da regolare convocazione di tutti gli attivisti? C’è stata una regolare votazione? Qual è il risultato finale di questa votazione? Quanti attivisti vi hanno partecipato?”.

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