SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Per la sicurezza il Comune non ha investito per anni. In questo modo si è reso il territorio fertile”. La denuncia viene lanciata dal presidente di Occhio Amico Pda Antonio Core, durante la riunione di lunedì sera presso la Parrocchia Cristo Re con presidenti di quartiere e commercianti.

“L’organico delle forze dell’ordine è carente, fino a ieri questo problema non è stato preso in considerazione. Il sindaco ha cominciato a parlare del fenomeno solo pochi mesi fa. Per qualche politico quella della sicurezza non era una questione prioritaria”.

Core rivela che il Comune di San Benedetto non ha ancora inviato la richiesta di adesione al Controllo del Vicinato, realtà costituitasi nel 2013 che fornisce consulenza e supporto ad amministrazioni comunali, associazioni locali e privati cittadini che intendono sviluppare nel proprio territorio programmi di sicurezza residenziale e organizzare, giustappunto, gruppi di controllo del vicinato.

“Abbiamo lasciato la documentazione a Gaspari, ma finora non si è mosso. Hanno aderito 60 comuni in Italia, tra cui Macerata, Tolentino, e Civitanova. Se il Comune non si mobiliterà entreremo autonomamente”.

Occhio Amico Pda ha superato i cento tesserati, il gruppo WhatsApp conta 60 contatti ed è attiva anche una pagina Facebook. La collaborazione si è allargata rapidamente agli altri quartieri cittadini, tanto che all’appuntamento di lunedì erano presenti rappresentanti di Fosso dei Galli, Ponterotto, Ragnola, Porto d’Ascoli Mare e Salaria.

“Le persone tendono ad uscire poco di casa, pure di giorno – prosegue Core – c’è paura e diffidenza. Cerchiamo di sensibilizzare a denunciare tutto e comunque, venga segnalata qualsiasi persona sospetta. Ormai tutta San Benedetto è interessata, non ci sono zone franche. Alla Polizia Municipale abbiamo chiesto di girare di più a piedi, a nostro avviso sarebbe utile come deterrente”.

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