CATANZARO – Nel 2013 era stata Bagheria, in provincia di Palermo, a balzare agli “onori” della cronaca a causa di un bando (poi annullato) che prevedeva il compenso simbolico di un euro per architetti e ingegneri.

Oggi tocca a Catanzaro, ma quell’euro è addirittura scomparso. E non sembra che il Comune voglia fare un passo indietro.

La giunta comunale nella seduta di mercoledì 17 febbraio ha infatti dato il via libera alla proposta del Settore Pianificazione e Urbanistica, firmata dal dirigente architetto Giuseppe Lonetti, relativa alla formulazione di un bando per il conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito per la redazione del Piano Strutturale Comunale (PSC). Ciò dopo aver ottenuto il parere favorevole della Corte dei Conti, che ha considerato legittimo l’affidamento (delibera n. 17572 del 12/02/2016).

Il presidente della commissione consiliare Urbanistica, Giulio Elia, ha ricordato nel suo intervento che la stessa commissione aveva già dato l’ok in precedenza al provvedimento, sottolineando che consentirà al Comune di risparmiare almeno mezzo milione di euro.

Sintetizziamo i passi salienti della questione.

Già lo scorso dicembre il Settore Pianificazione e Urbanistica aveva comunicato alla Commissione Urbanistica e al sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, l’indirizzo di procedere all’affidamento dell’incarico per la redazione del PSC, a titolo gratuito quale “atto di liberalità”, a causa dell’inadeguatezza delle risorse economiche. Venivano dunque chiamati a discuterne gli Ordini Professionali.

Nel primo incontro, alla presenza del presidente Giulio Elia, del dirigente Giuseppe Lonetti e del responsabile PSC Giuseppe Fregola, i rappresentanti degli Ordini degli Architetti, Ingegneri e Geologi, si erano dichiarati contrari sotto il profilo della legittimità ad un bando che prevedesse incarichi professionali privi della copertura finanziaria.

Il dirigente Lonetti aveva invece difeso la legittimità dell’affidamento gratuito sulla base di precisi riferimenti giuridici, in quanto forma di liberalità. Nel caso rappresentata dalla volontà di offrire la propria prestazione professionale per la realizzazione del progetto Piano Strutturale Comunale, l’atto di pianificazione per eccellenza dell’amministrazione.

Seguiva quindi la diffida dell’Inarsind, Sindacato degli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti, che tornava a sostenere la tesi dell’illeggittimità degli incarichi gratuiti, portando così il Settore Pianificazione e Urbanistica a chiedere l’intervento sulla questione della Corte dei Conti. Il cui parere favorevole è già stato ufficializzato e pubblicato sul sito del Comune di Catanzaro (sezione “Trasparenza”).

Di qui la Giunta ha potuto approvare la delibera di presa d’atto del percorso amministrativo che porterà alla redazione del PSC, attraverso un bando pubblico per l’affidamento a titolo gratuito dell’incarico, con il solo riconoscimento delle spese sostenute e documentate (pubblicazione n. 762 del 19/02/2016, visibile qui: http://80.21.180.132/apolfo/PubblicazioniController?command=elencoPubblicazioniTipoUno&ente=1&tipologia=DELGIU15&codiceEnte=I&descEnte=Comune%20di%20CATANZARO).

In proposito la delibera della Corte conclude così a pagina 10:

L’Ente pubblico è tenuto a rappresentare nel bando di concorso le specifiche esigenze progettuali necessarie per il raggiungimento del fine istituzionale e la puntuale descrizione della prestazione d’opera richiesta; dovrà attivare una procedura concorsuale in linea con il principio di rispetto della libera concorrenza, nonchè quello di leale concorrenza previsto da ogni codice deontologico professionale, in quanto l’offerta di gratuita prestazione non va ad inficiare l’obbligo comunque della necessaria selezione tecnica, elemento imprescindibile nell’affidamento di opere pubbliche da parte di stazioni appaltanti soggette all’applicazione del Codice dei Lavori Pubblici. Infine, va precisato, l’indiretto vantaggio, anche economico, discendente dall’aver conseguito quello specifico incarico professionale, concorrerà ad accrescere il prestigio professionale e la notorietà da parte del progettista candidato, ma la gratuità non sarà suscettibile di diventare elemento potenzialmente discriminante e spendibile in successive comparazioni con altri professionisti, in altrettante procedure di gara indette da committenti pubblici e privati, atteso che l’elemento economico del corrispettivo esula dal rapporto sinallagmatico che l’Ente intende concludere, ed in cui rileva invece la rispondenza della progettualità candidata alle specifiche caratteristiche tecniche espresse dal capitolato di gara.

A questo punto ci si potrebbe chiedere se per davvero il comportamento di coloro che parteciperanno a questo bando rispetti il Codice Deontologico della professione (per esempio quello degli Architetti e di molte professioni ordinistiche definisce “pratica concorrenziale scorretta e distorsiva dei normali equilibri del mercato” la richiesta di compensi palesemente sottostimati o l’assenza degli stessi).

O più temerariamente ci si può chiedere, dopo averle viste tutte, QUANDO saranno gli stessi professionisti a dover pagare da sé, magari proprio un Comune, per poter “lavorare”.

E se va bene questa volta, poi ci si accontenterà solo dei tecnici?

Certo si lavora gratis, ma – ci ricorda la delibera – ciò “concorrerà ad accrescere il prestigio professionale e la notorietà”. O più brevemente, come va di moda dire oggi, “fa curriculum”.

Dobbiamo ricordarcene prima di criticare la Corte dei Conti.

È il mercato, bellezza.

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